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domenica, 22 ottobre 2017

Pubblicato: 03/12/2016

Affluenza alta e matite cancellabili

Urne chiuse, comincia il conteggio delle schede. Al Sud dato inferiore alla media nazionale. Anche a Catania e ad Agrigento segnalazioni e sospetti, pronto l'esposto del Codacons. Il Viminale rassicura: "Sono indelebili"
politici

ROMA - Un'affluenza molto alta, del 57.24% alle ore 19, ha caratterizzato la giornata elettorale. Il record lo hanno registrato le regioni del centro nord, il Veneto e l'Emilia Romagna in testa, entrambe con il 65.91%; dal Piemonte alle Marche, tutte alle ore 19 hanno superato il 60% degli elettori andati a votare. Il Lazio, con il 56.86% dei votanti, mostra un'Italia "divisa in due" ma l'affluenza più bassa è in Calabria, con il 44,34% degli elettori che si sono presentati alle urne. Nelle grandi città la maggiore affluenza per il referendum è stata registrata a Milano dove alle ore 19 ha votato il 60,9% degli aventi diritto. A Roma la percentuale dei votanti è stata del 55,9%, a Torino del 57,3%. Come nelle regioni, anche nelle città minore è stata l'affluenza al sud: a Napoli ha votato il 42,9%. A Palermo alle urne è andato il 47%. Tra gli altri capoluoghi si registra il record di Firenze dove ha votato il 67.3% e Bologna dove ha votato il 65.3%. A Bari alle urne è andato il 52.2%; a Catanzaro l'affluenza è stata del 49%, a Reggio Calabria del 46.8%; a Cagliari ha votato il 54.2%.

L'affluenza è imponente anche se paragonata ai precedenti referendum costituzionali: a quello del 2001 per la modifica del Titolo V alle 19 aveva votato il 23,9%; a quello del 2006 sulla devolution il 22,4%; all'ultimo sulle trivelle il 23,5%. La giornata elettorale ha visto intorno alle 11 il premier Renzi accompagnato dalla moglie Agnese e dai figli, recarsi a votare alla scuola Edmondo De Amicis di Pontassieve. Ad una signora che scherzando gli ha chiesto "Presidente, ha già deciso come vota?", ha risposto sorridendo "Beh, ora ci penso...".

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invece votato a Palermo, presso la scuola media "Piazzi", a poca distanza dalla centrale via Libertà dove si trova la sua residenza.

IL CASO DELLE MATITE. La giornata è stata caratterizzata dal cosiddetto "caso matite": molti, dopo un tam tam su Fb, sono arrivati al seggio armati di gomma per cancellare, per verificare l'alterabilità o meno del segno. L'allarme era partito dopo le denunce di comuni cittadini e quella del cantautore toscano Pierò Pelù che su Fb ha scritto: "La matita che ho usato per votare era cancellabile. Dopo aver provato su un foglio e averlo constatato ho denunciato la cosa al presidente del mio seggio. Fatelo pure voi". "Pazzesco! Cominciano ad arrivare segnalazioni, le prima da Roma e Mantova, di matite elettorali che si possono cancellare con una semplice gomma! Irregolarità che sono state verbalizzate e in vari casi denunciate a Polizia e Carabinieri", ha reso noto anche il leader della Lega Matteo Salvini.

"I vecchi sanno come fare, noi anziani sappiamo come fare: nell'era digitale, succhiamo un attimo la matita", ha ironizzato Grillo. Prima di votare, il leader del M5S ha succhiato la matita che gli era stata consegnata insieme alla scheda. "La matita funzionava" ha poi detto all'uscita dal seggio. Il Codacons ha annunciato che presenterà un esposto al ministero dell'Interno e in 140 procure. Ma il ministero dell'Interno, con una nota, ha spiegato che "le matite cosiddette "copiative" sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale". Le "Prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti".

PSICOSI ANCHE A CATANIA E AGRIGENTO. Messaggi che girano su social network che invitano a controllare la funzionalità della matita copiativa hanno portato alcuni votanti a recarsi in alcuni seggi di Catania in possesso di un foglio di carta bianca e una gomma da cancellare. E' scattato l'allarme validità votazione, che non è sfociato, per il momento, in alcuna denuncia formale.

Dalla prefettura sottolineano che la "matita copiativa può essere cancellata da un foglio bianco, ma non dalla scheda elettorale" che se messa alla prova rischia di essere "bucata" e quindi di invalidare il voto e l'elettore è passibile di denuncia da parte del presidente del seggio. La vicenda riguarda anche la provincia di Agrigento. Nella sezione 52 della scuola "Federico II", del Villaggio Mosè una elettrice ha chiesto l'intervento della Digos così come in un seggio a San Biagio Platani.

Le matite copiative provengono dal ministero dell'Interno e quest'anno hanno un colore esterno blu, ma scrivono in nero. Dall'ufficio elettorale della prefettura di Catania e da quello di Agrigento invitano a "evitare inutili allarmismi" e ricordano che "chiunque può assistere allo scrutinio subito dopo la chiusura dei seggi". Il Codacons ha annunciato che presenterà domani un esposto al Ministero dell'Interno e alle 19 Procure della Repubblica di tutta la Sicilia. 

IL VIMINALE RASSICURA: "SONO INDELEBILI". "Le matite cosiddette "copiative" sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale". Le "Prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti". "Le matite cosiddette 'copiative' sono indelebili - così come, tra l'altro, aveva dichiarato il produttore, Faber-Castell, al Corriere della Sera, nel 2013 - e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale", spiega in una nota il Viminale.

"Il ministero dell'Interno, in media ogni anno, ne acquista un certo numero - prosegue la nota - basandosi sul fabbisogno storico, per rifornire i depositi ed essere in grado di rifornire le Prefetture man mano che manifestano il loro fabbisogno. Nello specifico, quest'anno, il Viminale ha acquistato 130 mila matite dalla ditta Luca srl - aggiudicataria del relativo appalto sul mercato elettronico - che, a sua volta, si rifornisce dalla Faber-Castell, direttamente in Germania. Di queste 130 mila, per esempio, quest'anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale, mentre altre richieste, da parte delle Prefetture, sono state soddisfatte per il referendum sulle trivelle e in occasione delle elezioni amministrative. Le Prefetture - è bene precisare - possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti. Si utilizzano matite prodotte dal Faber-Castell almeno da cinque anni", conclude la nota del Viminale.

I NUMERI. Alle urne sono stati chiamati 46.714.950 elettori, di cui 22.465.280 uomini e 24.249.670 donne. Gli elettori aventi diritto al voto per corrispondenza all'estero sono 3.995.042, di cui 2.077.455 maschi e 1.917.587 femmine.






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