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venerdì, 26 maggio 2017

Renzi: 'Lasciare lunedì? E' modo di dire'
Scontri a Palermo tra studenti e polizia

Il premier nell'Isola atteso anche dalla protesta di ragazzi e lavoratori: bruciato un manichino. Al Politeama il discorso: "I siciliani saranno decisivi per il referendum". IL VIDEO

PALERMO - Il premier Matteo Renzi è giunto nel teatro Politeama, a Palermo, per l'iniziativa referendaria 'Insieme si cambia. Basta un Sì'.

LE PROTESTE Una cinquantina di studenti ha manifestato in via Ruggero Settimo, a poca distanza dal teatro. Gli studenti agitavano uno striscione con la scritta "CacciamoRenzi" e cartelli con slogan come "Diciamo No a Renzi" e "Via Renzi dalla Sicilia".

In piazza ci sono stati momenti di tensione e tafferugli con la polizia perché gli studenti hanno provato a forzare per due volte il cordone delle forze dell'ordine che hanno bloccato i manifestanti.

Uno di loro è stato fermato e portato in questura per essere identificato. Il corteo era partito da piazza Verdi; durante la manifestazione é stato anche bruciato un manichino con l'immagine del premier.

Presenti anche gli striscioni degli operai della fallita Keller e dai lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia, la partecipata regionale in liquidazione, affissi sulle transenne che delimitano piazza Castelnuovo a Palermo.

Sono 180 gli ex operai della fallita Keller, chea Carini (Pa) produceva materiale rotabile, in mobilità fino a novembre del 2017. "Chiediamo - dice Stefano Ventimiglia della Rsu Fim Cisl della Rsu Keller - che la politica non si dimentichi di noi, e garanzie occupazionali dopo la vendita delle aree dello stabilimento Keller alla società Omer, che si occupa di componenti di materiale rotabile".

Insieme ai metalmeccanici anche una decina di dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia la partecipata regionale in liquidazione che saranno licenziati dal 1 gennaio 2017, e che da 18 mesi sono senza stipendio. 

IL DISCORSO  "Ci giochiamo in 48 ore il futuro dei prossimi vent'anni". Così il premier Matteo Renzi aprendo la manifestazione referendaria. Subito il riferimento ai pentastellati: ''A Palermo quelli del M5s sono affezionati alle cose false non solo alle firme. Non facciamo battute su firme false, Faraone non facciamo battute su firme false. Però è bello vederli sfilare in fila indiana...'' 

"Io ho fatto qualche errore di troppo soprattutto all'inizio, ma questo referendum non riguarda il governo ma i nostri figli".

Il premier poi si mostra fiducioso sull'esito referendario:  "Il risultato del referendum è totalmente aperto, si gioca sul filo dei voti".

"Il risultato è totalmente aperto perche moltissime persone sono indecise perché non hanno seguito fino in fondo i contenuti della riforma. I cittadini decideranno se votare sì o no sulla base di come riusciremo a far vedere la verità e smascherare le bugie e le bufale di questo giorni".

Su Napolitano: "Mi ha scelto per disperazione, per fare le riforme. E non perché ero bravo". E a chi dalla platea del teatro lo incita, Renzi risponde:"Vi ringrazio ma la mia stima è molto auto-elevata".

Un cenno anche agli elettori siciliani: "Voi in Sicilia siete decisivi, perché la Sicilia in politica è sempre anticipatrice".

Così il premier Matteo Renzi a Palermo incitando a fare il possibile nelle ultime 48 ore per raccogliere consensi al referendum. "Noi qui siamo partiti indietro, altri erano avanti a noi - ha detto- Ma ora che è chiara la domanda, sento che il clima è cambiato. Vi chiedo una mano". 

In conclusione scatta anche una battuta: "Se vince il Sì l'Italia lunedì mattina sarà un Paese più semplice e più forte. Se vince il No non ci saranno le cavallette ma quelli di prima. Non sono io in discussione, io posso lasciare anche domattina". Ma la gente presente nel teatro a Palermo per l'iniziativa referendaria basta un sì, urla "no no no", e il premier aggiunge: "Era un modo di dire, un finale poetico. C'è un unico modo: vinciamo". 












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