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martedì, 25 aprile 2017

Pubblicato: 01/12/2016

La guerra del pesce spada

L.Cil. / 
L'Ue fissa le restrizioni per la pesca, marinerie siciliane in rivolta. L'eurodeputato Michela Giuffrida (Pd) tiene alta l'attenzione a Bruxelles: "Bisognerà capire come saranno suddivise le quote a marzo 2017"

BRUXELLES - L’Europa mette a rischio l’attività di pesca del pesce spada in Sicilia. Arrivano le razionalizzazioni per tutelare il ripopolamento del mare mediterraneo, ma si solleva la protesta dei pescatori siciliani che rappresentano la marineria più importante d’Italia nel settore. L'accordo stipulato in seno all'Iccat (Organizzazione internazionale per la conservazione dei tunnidi nell'Atlantico e nel Mediterraneo) fissa una quota per il 2017 pari a 10.500 tonnellate. La riduzione sarà del 3% dal 2018 al 2022 per ogni anno, per un totale complessivo del 15%.

L’eurodeputato Michela Giuffrida, componente della commissione europea per l'agricoltura, che da quasi un anno si batte per tutelare i pescatori locali avendo percepito sin da tempo le intenzioni della Commissione Ue, oggi invita tutti a trovare un punto d’equilibrio per trovare soluzioni condivise. “Le quote entreranno in vigore a marzo del 2017, abbiamo tempo per apportare modifiche. Ricordo che già lo scorso febbraio il commissario europeo proprio a Catania aveva annunciato questa intenzione. Adesso l’Ue dovrà esprimersi – sottolinea - io chiedo di mantenere quanto ci ha detto, di tutelare la piccola pesca pe non far sparire un intero comparto economico che dà sostentamento a intere famiglie”.

Giuffrida tiene alta l’attenzione anche sulle scelte del governo che, con il ministro per la pesca e le politiche agricole Maurizio Martina e il sottosegretario al ramo Giuseppe Castiglione applicheranno poi le misure restrittive in Italia. “Stiamo mettendo le mani avanti per tempo da rappresentanti dei siciliani al Parlamento europeo, è adesso che bisogna avviare una interlocuzione e franca e netta ed eventualmente correre ai ripari, dopo sarà tardi – conclude - In contenzioso sarà con il governo nazionale e con chi decide a quali regione concedere queste quote, nel passato c’è stato molto malcontento e sospetti perché le aspettative per la Sicilia sono state tradite a dispetto di un settore che in Sicilia è trainante e che vede i pescatori che rischiano la vita in mare. L’Europa si deve far carico di tutelare il ripopolamento e le specie ittiche, ma non deve dimenticare che con misure stringenti si penalizza un intero settore economico”.

Twitter: @LucaCiliberti




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