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giovedý, 19 gennaio 2017

Nuti e Mannino zitti, Grillo li sospende

Firme false del M5s. A Palermo i deputati nazionali si avvalgono della facoltÓ di non rispondere, il Movimento li ferma

PALERMO - "Il collegio dei probiviri dispone la sospensione cautelare dal Movimento 5 stelle dei signori Mannino Claudia, Di Vita Giulia, Nuti Riccardo e Busalacchi Samantha" per il caso delle firme false a Palermo. Con questo messaggio estremamente formale apparso sul blog di Beppe Grillo arriva lo stop ai 5 stelle indagati.

Il post sottolinea come sia stato segnalato ai probiviri "come comportamento lesivo il non aver raccolto l'appello del garante del MoVimento 5 stelle che aveva chiesto un'autosospensione a tutela dell'immagine del MoVimento non appena si fosse venuti a conoscenza di un'indagine a carico. Per quanto riguarda Nuti, Mannino e Busalacchi sono stati segnalati inoltre come comportamenti non conformi ai principi del MoVimento l'avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai pm e il rifiuto di procurare un saggio grafico".

I deputati nazionali Nuti e Mannino non hanno infatti risposto alle domande dei magistrati di Palermo e si sono anche rifiutati di rilasciare la prova calligrafica. Stessa scelta hanno fatto Pietro Salvino (marito della Mannino) e Francesco Menallo, attivisti, e Giovanni Scarpello, cancelliere del tribunale di Palermo, che avrebbe autenticato le firme falsificate. 

Il numero degli indagati complessivi è 13. Oltre ai 10 nomi resi noti nei giorni scorsi, risultano iscritti nel registro Salvino, la parlamentare Giulia Di Vita e Riccardo Ricciardi, marito della deputata nazionale Loredana Lupo, sentita nei giorni scorsi come persona informata sui fatti. Ricciardi è coinvolto nel caso perché avrebbe materialmente portato in tribunale le firme raccolte. Sarebbero centinaia, secondo l'accusa, le sottoscrizioni ricopiate dalle originali inutilizzabili per un errore di forma.

Il deputato regionale Giorgio Ciaccio ha invece raccontato ai magistrati tutti i particolari della vicenda. Ciaccio, che si era autosospeso dal movimento, ha confermato il racconto della collega dell'Ars Claudia La Rocca, che si era autoaccusata e aveva fatto il nome degli altri grillini coinvolti. Pure lei si è autosospesa. Ciaccio sarebbe stato interrogato subito dopo essersi autosospeso alcuni giorni fa.







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