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mercoledì, 26 aprile 2017

Pubblicato: 28/11/2016

Giuseppe Ettore presidente della Fesmed

Nuccio Sciacca / 
Tra gli obiettivi del primario del Garibaldi di Catania la sicurezza e l'appropriatezza delle cure

Giuseppe Ettore è il nuovo presidente della Fesmed (Federazione Sindacale Medici Dirigenti). E’ stato eletto alla conclusione del Congresso di Rimini per il triennio 2016-2019. Alla presidenza, Giuseppe Ettore succede a Carmine Gigli, che resta nel consiglio direttivo con la carica di presidente emerito. Giovanni Sgroi è il nuovo presidente vicario, con Teresa Saccotelli segretaria e Maurizio Silvestri tesoriere. Completano la squadra i consiglieri: Sergio Brunati, Giuseppe Pirillo, Gianfranco Quintarelli e Alberto Zaccaroni.

Giuseppe Ettore è direttore del Dipartimento materno infantile e dell'Uoc di Ginecologia e ostetricia dell'Arnas Garibaldi di Catania, vice presidente nazionale e segretario Regione Sicilia dell'Aogoi; è anche componente del Comitato Percorso Nascita nazionale del ministero della Salute e regionale dell'assessorato salute della Sicilia, componente del gruppo di lavoro Agenas, coordinatore e componente esperto del Consiglio Superiore di Sanità del gruppo di lavoro "Parto" e "NIPT2".

La Fesmed (costituita da Acoi, Aogoi, Sedi, Sumi) è un sindacato che rappresenta dirigenti medici in prevalenza ginecologi dell'Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) e chirurghi ospedalieri dell'Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani).

Quale programma intende sviluppare nel triennio 2016-2019?
"Certamente in linea e nella continuità del precedente direttivo, in piena sinergia con le società scientifiche di riferimento. Particolare impegno sarà rivolto, oltre alla presenza attiva nell'attività intersindacale per il rinnovo del contratto di lavoro, alla revisione: dei livelli di sicurezza dei singoli posti di lavoro (organici, carico di lavoro, criticità strutturali), dei livelli di appropriatezza delle cure attraverso la valutazione dei livelli di competenza dei sanitari e la pianificazione dei bisogni formativi e del grado di innovazione tecnologica. Formazione, adozione di pratiche di sicurezza, corretta comunicazione, parole chiave per ridurre il numero di eventi avversi e gestire meglio i rapporti con gli assistiti".

Oggi il medico, soprattutto chirurgo e ginecologo, utilizza la cosiddetta medicina difensiva.
"E’ vero e ha un costo di diversi miliardi di euro. Oggi non è più accettabile e si spera che la legge sulla responsabilità medica potrà riordinare normativamente il settore nell’interesse dei pazienti e dei professionisti sanitari medici e non esposti alla delegittimazione sociale e a rischi sempre meno sostenibili a fronte di retribuzioni bloccate da 7 anni. L'azione più energica dovrà essere rivolta a riportare i medici interlocutori credibili per i pazienti e per le istituzioni, ridurre lo stato di marginalizzazione nei livelli decisionali e riappropriarsi della figura del medico con il ruolo di attore e non di comparsa. Oggi, alla forte richiesta di autorevolezza e determinazione dell’azione sindacale si contrappone una ridotta considerazione e partecipazione al sindacato stesso. Per tali molteplici motivi solo un forte richiamo di responsabilità e coesione di tutti i medici può rivitalizzare la forza e l’identità del sindacato".




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