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domenica, 30 aprile 2017

Pubblicato: 20/11/2016

Firme false M5s, filtrano i primi nomi

Tra gli otto indagati due parlamentari nazionali e un deputato regionale. A rischio la lista alle comunali di Palermo. Renzi attacca: "Volevate cambiare la storia e state cambiando la geografia"

ROMA - Filtrano i primi nomi degli attivisti coinvolti nello scandalo delle firme false del M5s a Palermo. Secondo indiscrezioni sarebbero indagati due parlamentari nazionali, Riccardo Nuti e Claudia Mannino, un altro deputato regionale, Giorgio Ciaccio, due candidati alle Comunali del 2012, Giuseppe Ippolito e Stefano Paradiso, l’attivista Samantha Busalacchi, collaboratrice del gruppo M5s all’Ars e in predicato di candidarsi alle prossime amministrative di Palermo, e il cancelliere del tribunale Giovanni Scarpello, il quale vidimò la regolarità delle liste presentate dai grillini.

La denuncia sarebbe arrivata dagli ex attivisti del M5s di Palermo, Fabio D’Anna, Giuseppe Marchese, Alessandro Crociata e Angelo Scribano, hanno deciso di svelare quanto accadeva nel "cerchio magico di Riccardo Nuti", storico rappresentante del Movimento e oggi deputato alla Camera.

Intanto il vertice 5 stelle, anche se al momento Beppe Grillo tace, conferma che scatterà la sospensione per gli indagati non appena questi avranno ricevuto comunicazioni ufficiali dalla procura e comunicato via mail al movimento la cosa. La situazione di grande caos che regna a Palermo non scoraggia il locale leader pentastellato Gianfranco Cancelleri, che non teme eventuali ripercussioni sulle Regionali. La lista M5s ci sarà, sostiene: "impensabile non fare la lista", anche se "poi decideranno gli attivisti".

Il M5s presta il fianco agli avversari. Renzi, durante il tour referendario per il Sì, ironizza sulla vicenda palermitana: "Fate conto di essere di quel partito lì, un partito che sta difendendo le firme false, i rimborsi del Senato se no gli salta l'ufficio comunicazione, un partito che grida al complotto. Fate conto di essere quel partito lì, volevate cambiare la storia e state cambiando la geografia".

"Se sei elettore dei 5 stelle, che hai voglia di cambiare l'Italia e ti trovi di fronte a quella scheda, come fai a votare no?", aggiunge. "Se sei un senatore M5s, tra firme false e stipendi veri, è chiaro che voti No". Dal M5s si è insistito sul fatto che si reagirà concretamente appena possibile come ha spiegato a Padova, durante la campagna referendaria, Luigi Di Maio. "In una fase in cui non sappiamo nemmeno i nomi degli indagati l'appello di chiedere di autosospendersi a chi dovesse ricevere una notizia di indagine è il primo passo e dimostra che non facciamo sconti a nessuno. Le forze politiche si giudicano da come reagiscono a questi fatti e noi chiediamo sempre a chi si trova coinvolto in un'inchiesta di farsi da parte".

"Noi non facciamo sconti a nessuno. Quando sapremo i nomi degli indagati, nei loro confronti sarà adottata la sospensione", ha aggiunto Alessandro Di Battista, anche lui durante le iniziative referendarie del Movimento 5 stelle."Ricordo, comunque, che questa vicenda riguarda una consultazione in cui nessuno di noi è stato eletto. Questo non per sminuire, ma per spiegare. In ogni caso il garante ha chiesto l'autosospensione per coloro che dovessero risultare colpevoli. Ancora, comunque, non abbiamo nessun nome".




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