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domenica, 30 aprile 2017

L'ordine di Grillo: La Rocca si sospende
Cancelleri: "Chi sbaglia è fuori"

Firme false del M5s alle elezioni di Palermo. Tra gli indagati anche parlamentari nazionali. Sul blog arriva l'invito del leader: la deputata regionale rea confessa esegue. Il leader siciliano del Movimento: "Da noi funziona così"

CATANIA - L'inchiesta della Procura di Palermo sulle firme false a sostegno della presentazione della lista del Movimento 5 stelle alle Comunali di Palermo del 2012 è ormai a una svolta. Nei giorni scorsi sono stati iscritti come indagati alcuni esponenti del Movimento 5 stelle, alcuni dei quali avrebbero ricopiato materialmente le firme per ovviare a un errore materiale che avrebbe rischiato di invalidare la lista. Tra di loro ci sarebbero anche alcuni parlamentari nazionali.

"Chiediamo a tutti gli indagati nell'inchiesta di Palermo di sospendersi immediatamente dal MoVimento 5 stelle non appena verranno a conoscenza dell'indagine nei loro confronti a tutela dell'immagine del Movimento e di tutti i suoi iscritti", è il messaggio che appare nel blog di Beppe Grillo.

Subito dopo arriva l'autosospensione di Claudia La Rocca, la deputata regionale che ha ammesso le proprie responsabilità davanti ai pm, insieme con altri due ex attivisti. "Ho seguito le indicazioni del post sul blog di Grillo". Un comportamento in linea con le parole del collega All'Ars Giancarlo Cancelleri: "La differenza tra noi e i partiti è proprio questa: se qualcuno sbaglia è fuori. Gli altri politici invece fanno di tutto per non mollare il posto. Aspettiamo il lavoro della magistratura, nel frattempo è giusto che ci sia la sospensione".

A partire da lunedì prossimo saranno interrogati alla presenza dei loro difensori. Intanto fonti della Procura non hanno confermato l'indiscrezione, pubblicato stamane da alcuni organi di stampa, secondo la quale gli indagati sarebbero otto.

A dare ulteriore impulso alle indagini, avviate dopo una serie di servizi della trasmissione televisiva Le Iene sulla base delle rivelazioni del superteste Vincenzo Pintagro, sono state proprio le dichiarazioni della La Rocca; la quale prima di andare in Procura avrebbe avvisato, oltre ai colleghi del gruppo all'Ars, anche il leader del M5s Beppe Grillo, circostanza quest'ultima smentita dai vertici del M5s.

I magistrati che stanno conducendo l'inchiesta nei giorni scorsi hanno anche acquisito le testimonianze di decine di persone che hanno disconosciuto le firme a sostegno della lista apposte negli elenchi presentati alla cancelleria del tribunale e depositate negli uffici comunali.




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