Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
domenica, 25 giugno 2017

Pubblicato: 30/10/2016

"Così si misura la magnitudo"


ROMA - Per la misurazione della potenza di un terremoto, la sua magnitudo, si possono utilizzare diversi modi, tutti validi ma basati su parametri diversi e disponibili in tempi diversi. Si tratta pero' pur sempre di stime soggette a un certo margine di incertezza, man mano che vengono affinate le stesse misurazioni. Come per esempio è accaduto questa mattina quando lo stesso istituto, l'Ingv, ha dapprima indicato la scossa delle 7.40 in magnitudo 6,1 per poi ricalcolarla in 6,5.

"Per rapidità - spiega il sismologo Salvatore Massa, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) - utilizziamo la magnitudo Richter, che misura l'ampiezza massima del sismogramma", ossia del tracciato che arriva nella sala simica e che registra le misure fatte dai sismografi. L'Ingv utilizza inoltre un modello calibrato proprio per l'Italia centrale e basato sui dati che arrivano da una rete di stazioni sismiche con una densità decisamente maggiore rispetto a quella delle altre agenzie internazionali che utilizzano modelli diversi. Lo stesso Charles Richter, il sismologo che negli anni '30 aveva elaborato la scala che porta il suo nome, non la considerava uno strumento ideale".

"Per i terremoti più forti, come quelli di magnitudo superiore a 6,0, per esempio, la magnitudo Richter (o magnitudo locale) non è considerata perfettamente attendibile. Per questo motivo i sismologi si servono anche del calcolo della cosiddetta "magnitudo momento".

Questa, ha detto Massa, "si basa sulla stima del momento sismico, si basa cioè su una durata più ampia del sismogramma, fino a 30 minuti". Vale a dire che se quel tempo non trascorre non è possibile avere la misura.  "In teoria - ha proseguito Massa - la stima della magnitudo Richter e quella della magnitudo momento dovrebbero essere analoghe. E' comunque probabile che, a seconda dei criteri di misura, possano differire di qualche punto decimale".




Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.