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venerdì, 24 marzo 2017

Siracusa, si stringe il cerchio sui bulli
che hanno bruciato l'ottantenne

Anche gli abitanti del quartiere partecipano alle indagini. L'anziano è in gravissime condizioni al Cannizzaro di Catania

SIRACUSA - Gli investigatori che indagano sull'aggressione a Giuseppe Scarso stanno chiudendo il cerchio attorno a tre giovani. Sono loro i protagonisti dei filmati, ripresi in almeno due circostanze nei pressi dell'abitazione al pianterreno di Ronco II su via Servi di Maria a Siracusa.

Scarso aveva presentato anche una denuncia ai carabinieri dopo che qualcuno si era introdotto nella sua abitazione versando del liquido infiammabile sul pavimento. Due sere dopo l'azione criminosa era diventata più brutale ed aveva provocato sull'anziano lievi ustioni sul collo e sul petto.

L'indomani sera, cioè 9 giorni fa, il gruppo è riuscito nell'intento: le telecamere di videosorveglianza di un vicino e di un magazzino di un esercizio commerciale inquadrano due giovani, rispetto ai tre della sera prima. L'attenzione della squadra mobile è rivolta alle case popolari della Mazzarrona, quartiere che in linea d'aria dista poche centinaia di metri dalla casa di Scarso.

Nel quartiere Grottasanta qualche voce si leva per invocare un cambiamento. "Sicuramente organizzeremo una festa di bentornato a Don Pippo - dice Pamela La Mesa, presidente di circoscrizione - La sensibilità dei residenti di Grottasanta è già stata sperimentata quando ad esempio è stata vandalizzata la scuola di via Algeri. I residenti hanno ripulito i locali per permettere che i loro figli andassero a scuola. E' un caso di criminalità, un folle gioco che non dovrebbe accadere. Anche se Scarso non ci aveva mai detto nulla la circoscrizione gli sarà vicino, non lo lasceremo solo".




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