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giovedì, 29 giugno 2017

Pubblicato: 26/09/2016

Fuocoammare corre per l'Oscar

Battuta la concorrenza di altre sei pellicole: il documentario su Lampedusa rappresenterà l'Italia. Rosi: "E' un film di tutti, spero rompa i muri"

ROMA - E' Fuocoammare di Gianfranco Rosi il film italiano candidato all'Oscar per il miglior film in lingua non inglese. Fuocoammare è stato scelto dalla commissione di selezione, riunita presso la sede dell'Anica, tra sette film iscritti per la candidatura italiana all'Oscar per il miglior film in lingua non inglese.

Oltre al film di Gianfranco Rosi erano in lizza Gli ultimi saranno gli ultimi di Massimiliano Bruno, Indivisibili di Edoardo De Angelis, Lo chiamavano Jeeg Robot, di Gabriele Mainetti; Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese; Pericle il nero di Stefano Mordini; Suburra di Stefano Sollima.

Fuocoammare, film documentario che racconta con immagini molto forti la vita quotidiana a Lampedusa tra normalità e dramma con gli sbarchi dei migranti, ha vinto anche l'Orso d'Oro al Festival di Berlino 2016.

La cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 26 febbraio 2017. La Commissione di selezione era composta da Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema del Mibact; Tilde Corsi e Roberto Sessa, produttori; Osvaldo De Santis e Francesco Melzi d'Eril, distributori; Piera Detassis e Enrico Magrelli, giornalisti; il regista Paolo Sorrentino e Sandro Veronesi, scrittore.

La notizia della candidatura arriva a Gianfranco Rosi a Parigi, durante la presentazione di Fuocoammare in Francia. ''Questa candidatura va oltre il mio film. In questi 8 mesi il film è stato distribuito in più di 60 Paesi. E mi sembra sia diventato un film di tutti. In un mondo in cui si continuano a erigere muri e barriere spero che questo film possa seguire le parole di Obama: chi costruisce dei muri costruisce una prigione per sé stesso'', dice Rosi.

Che ricorda: ''Meryl Streep mi disse a Berlino, 'vorrei che il tuo film arrivasse agli Oscar'. Sarebbe davvero un sogno portare a Los Angeles Pietro Bartolo, Samuele e Peppino''. Il film è iscritto agli Oscar anche nella categoria dei documentari: ''Ringrazio la commissione per aver scelto un film documentario a rappresentare l'Italia. Ho appena scoperto che anche l'Ucraina lo ha fatto. Questo testimonia che il confine tra cinema e documentario è sempre più labile''.

Dalla vittoria dell'Orso d'oro a Berlino nel febbraio scorso, Rosi non si è mai fermato. ''Il messaggio di questo film arriva forte e chiaro. Ed è necessario che io lo accompagni il più possibile nel suo viaggio, anche se i Paesi in cui è stato distribuito sono più di 60 e non potrò essere presente dappertutto, ma faccio il possibile spesso al fianco del magnifico Pietro Bartolo, vero testimone di questo film. Anche in questo momento siamo a Parigi insieme''.

E la prossima tappa, ben prima della vera campagna Oscar, è proprio l'America. ''Il film esce il 21 ottobre dove mi dedicheranno una retrospettiva al Bam, dopo i 3 festival più importanti in America (Toronto, Teluride, New York)''. Rosi conclude ringraziando i produttori Donatella Palermo, Paolo Del Brocco di Rai Cinema, Roberto Cicutto, Carla Cattani, Serge Lalou ''per aver creduto in questo film dal primo momento''.




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