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lunedì, 23 gennaio 2017

Pubblicato: 15/09/2016

Raiuno, riflettori sulle coste siciliane

Inchiesta della trasmissione Petrolio sul mare italiano abbandonato e deturpato dal cemento. Il presidente Antoci tra gli ospiti

CATANIA - Da stasera al via su Rai Uno la nuova edizione di Petrolio che quest’anno andrà in onda il giovedì anziché il lunedì alle 23.20. Duilio Giammaria torna a raccontare il mondo alla ricerca dei cambiamenti, incrociando le grandi questioni, i mega trend dell’attualità internazionale, i temi importanti che cambiano la nostra vita. Nella prima puntata, dal titolo “Scandalo al sole”, Petrolio ha compiuto un viaggio nelle località marine più frequentate per guardare da vicino le straordinaria bellezza delle nostre coste e, in qualche caso, l’abbandono del territorio.

Ottomila kilometri di coste, litorali bellissimi e litorali dove il degrado è insopportabile. Clamorosi fallimenti e paradisi unici al mondo. Turisti ricchi e turisti poveri. Le coste italiane, ad agosto, mettono insieme tutto questo e le spiagge diventano il palcoscenico della nostra natura più profonda; un unico mare unisce problemi spaventosi e soluzioni brillanti.

Un racconto lungo le nostre coste per rivivere l’Italia delle vacanze tra turismo, stili di vita, nuove opportunità e occasioni mancate; il mare e le sue spiagge - un’invenzione tutta italiana che quest’anno ha segnato il record di 38 milioni di presenze e il tutto esaurito nella quasi la totalità delle mete balneari - come risorsa ambientale e turistica ma anche una risorsa negata e deturpata dal cemento, dall'erosione, dall'inquinamento. Ci sono paradisi estivi presi d'assalto e strategie turistiche vincenti, un viaggio da Castel Volturno a Messina, Cuma, Panarea, Pantelleria, passando per Gallipoli, Fuscaldo, Rosignano e Riccione.

“Lo scorso 23 luglio mi sono sentito minacciato come nell’attentato che ho subìto a maggio”. Nello studio di via Teulada a Roma, Giuseppe Antoci racconta del tentativo di intimidazione che ha subito questa estate. “Mia moglie, che ha un cognome omonimo a una famiglia mafiosa importante, è stata calunniata da un blog, dove si scriveva che l’eroe dell’antimafia siciliana è sposato con la nipote di un capomafia. Accanto all’articolo c’era la foto di questo capomafia. Dopo pochi minuti su un altro blog è apparsa la notizia che Antoci è il nipote dei responsabili della strage di Capaci, con la mia immagine pubblicata accanto a quella degli autori della strage”.

Per il presidente del Parco siciliano, sfuggito a un attentato di stampo mafioso solo pochi mesi fa, il cognome della moglie è stato utilizzato chiaramente a scopo intimidatorio. “Stavamo andando a un matrimonio e mia moglie è finita al 118: vederla così umiliata è stato peggio di quel che ho provato quella notte”. Antoci racconta poi di aver già querelato i siti internet responsabili delle calunnie e poi aggiunge: “io non mi fermo”




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