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domenica, 22 ottobre 2017

"Case costruite senza criteri antisismici"


ROMA - I geologi di solito sono quelli che parlano in modo più diretto. E che mettono in guardia sui pericoli, rimanendo però delle Cassandre inascoltate. Anche nel caso del terremoto del Centro Italia hanno qualcosa da dire.

"Andando nei luoghi del sisma - racconta Raffaele Nardone, consigliere nazionale dei geologi e componente della commissione tecnica nazionale per il monitoraggio degli studi di microzonazione sismici che fino a questa notte ha compiuto un lungo viaggio nei luoghi colpiti - la prima impressione subito dopo la rabbia e il senso di sconfitta è che gli effetti del terremoto in superficie sono stati fortemente influenzati dalla natura del sottosuolo e dalla configurazione morfologica; sono secondari l’età del costruito, gli eventuali interventi di ristrutturazione eseguiti negli anni, ecc… E’ evidente che la popolazione non fosse consapevole di vivere in zone a rischio sismico e che un evento del genere sarebbe potuto accadere come potrebbe accadere in qualsiasi altra parte d’Italia, con più alta probabilità nelle zone appenniniche".

Nardone parla di "scenario agghiacciante. Ho visitato Amatrice, Pescara del Tronto, Accumoli, fino a sera inoltrata. Molte delle costruzioni crollate erano state sottoposte a interventi di ristrutturazione ma con evidenti criteri non antisismici". 

“Oggi questi paesi sono da ricostruire totalmente, auspicando che vengano costruiti negli stessi posti, conservando la peculiarità dei nostri paesi – prosegue - ma iniziando a progettare dando il dovuto riguardo al sottosuolo: in fase di pianificazione a scala areale e in corrispondenza del singolo intervento a scala puntuale. E’ dalle fondazioni che bisogna partire cercando di progettare rispettando e assecondando la natura senza opporti ad essa perché se così non fosse registreremo altre sconfitte non solo dal punto di vista sismico".




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