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venerdì, 24 novembre 2017

Sisma, la Sicilia manda i suoi pompieri
"Ma siamo pochi e non ci pagano"

Vigili del fuoco nel Centro Italia per estrarre i sopravvissuti anche con l'aiuto dei cani. Il sindacato: "Non cerchiamo riconoscimenti, ma lavoriamo in condizioni precarie"

PALERMO - Stato di allerta per vigili del fuoco siciliani in seguito al tremendo sisma che ha colpito le zone tra Lazio, Marche e Umbria nella notte dello scorso 24 agosto. "In questa prima fase dell'emergenza - dice il capo squadra Giuseppe Musarra, segretario regionale del sindacato dei pompieri Conapo - dall'Isola sono stati inviati in missione gli specialisti 'Saf' (Speleo alpinistica fluviale) e 'Cinofili', addestrati per operare in scenari critici e in ambienti a rischio e in evoluzione a causa dello sciame sismico ancora in atto con scosse che superano a volte magnitudo 4.0”.

I cinofili operano con i compagni a quattro zampe, "in possesso di particolari attitudini e specifico addestramento per la ricerca di persone disperse tra le macerie. Sono gli artefici dei salvataggi eseguiti in queste ore, con 215 persone estratte vive dalle rovine, dai vigili del fuoco che stanno operando nelle zone di cratere".

"Non cerchiamo riconoscimenti speciali - aggiunge Musarra - perché questo è il nostro lavoro, ma dispiace concludere con una nota dolente in merito alla forte carenza di unità cdv (centro documentazione video), Saf e Cinofili; per questi ultimi, ad esempio, a fronte di un organico di 16 unità previste in Sicilia dall’attuale pianta organica se ne contano oggi soltanto 7. Carenza dovuta principalmente al fatto che l’ultimo corso risale a più di 5 anni fa. Inoltre gli addestramenti periodici, utili per mantenere sia l’operatività di brevetto sia un adeguato livello di preparazione, sono sostenuti dai vigili del fuoco specialisti in Sicilia fuori dall’ordinario orario di lavoro e non retribuiti, come da tempo il Conapo denuncia fortemente”.




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