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giovedì, 24 agosto 2017

Pubblicato: 10/08/2016

Bianco-Faraone, la distanza si allarga

Luca Ciliberti / 
Dentro il Pd. Il sindaco di Catania e il sottosegretario si allontanano. Al Comune si rompe il patto di governo con i deputati Sammartino e Sudano. Crocetta sta alla finestra

Le carte sul tavolo della maggioranza che sostiene l’amministrazione del sindaco Bianco sono cambiate. Il patto originario che ha sostenuto sin dall’inizio la candidatura del primo cittadino e poi i primi tre anni di amministrazione Pd a Palazzo degli Elefanti non c’è più. E questo è un dato di fatto.

Le dimissioni di Armando Sorbello dalla presidenza del cda di Asec Spa, la partecipata che gestisce la distribuzione del gas a Catania, è solo l’ultimo segnale in ordine cronologico di una frattura apparentemente insanabile con il gruppo del Dem sponda Faraone e con i suoi rappresentanti sul territorio Luca Sammartino e Valeria Sudano. Un patto elettorale fino ad oggi rispettato da tutti anche dopo la scissione tra gli ex Articolo 4 e Lino Leanza, scomparso prematuramente, un accordo di lealtà che ha messo la maggioranza Bianco al riparo da colpi bassi in giunta e franchi tiratori in aula.

Alla base della rottura, è evidente, ci sono le opposte visioni di partito da parte di Enzo Bianco e Davide Faraone, entrambi a caccia di una leadership ampia e riconosciuta nel Pd siciliano, che su territorio etneo si traduce in uno scollamento manifesto con i deputati regionali, dopo le dimissioni di Angela Mazzola, assessore designato degli ex Art.4 al Commercio e al passo indietro di Gilberto Cannavò dal Cda di SoStare, sostituito subito da Luca Blasi, ritenuto vicino a Sicilia Futura e all’imprenditore Nico Torrisi. Se i gruppi consiliari di Articolo 4 e Catania 2.0 dovessero togliere l’appoggio al sindaco Bianco, in aula teoricamente mancherebbero i voti di nove consiglieri comunali.

Dall’altra parte il primo cittadino potrà contare sui fedelissimi del Pd e delle liste che fanno riferimento a lui, sulla Lista Crocetta e sul sostegno di Catania Futura, gruppo politico con il quale si cominciano a instaurare legami politici più solidi nonostante le recenti nomine in Sac non abbiano favorito gli esponenti del movimento di D’Agostino e Torrisi.

La scelta di almeno tre nuovi dirigenti nominati negli ultimi giorni sembrano aver favorito l’eurodeputato Giovanni La Via, che in prospettiva potrebbe avvicinare alle posizioni dell’amministrazione Bianco il suo gruppo consiliare, attualmente fuori dai ragionamenti di governo della città e in attesa dell'esito del referndum d'autunno per capire cosa farà Area Popolare. Gli ex lombardiani del gruppo Gal del senatore Scavone, che in aula si traducono nel gruppo Grande Catania, oggi all’opposizione, potrebbero chiudere il cerchio ristabilendo i rapporti di forza a favore dell’amministrazione Bianco in un melting pot di anime politiche che dovrebbero blindare il sindaco da ulteriori attacchi.

Uno smottamento che non giova certamente al Partito Democratico che, alla vigilia della festa nazionale dell’Unità organizzata proprio a Catania, sarà costretto a spiegare ai propri vertici romani come mai nessuno dei propri esponenti siciliani sia riuscito a trovare una sintesi indolore per tutti e il perché di questo allargamento alle forze politiche esterne alla coalizione che non fanno altro che attirare critiche e accuse da parte delle opposizioni.

Twitter: @LucaCiliberti




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