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martedì, 21 febbraio 2017

Pubblicato: 09/07/2016

Stabile sfrattato dal Musco

Sigilli a una delle storiche sedi del teatro catanese. I sindacati: "Troppi ritardi nell'insediamento del commissario. Intervenga il sindaco Bianco per una trattativa"

CATANIA - "Lo sfratto dello Stabile di Catania dal teatro Musco è un altro preoccupante segnale dell'agonia di un'istituzione culturale. Nell'attuale, desolante, vuoto gestionale determinato dalle dimissioni del presidente dell'ente e dai ritardi nell'insediamento del commissario, chiediamo che intervenga subito il sindaco Enzo Bianco per individuare margini di trattativa con la famiglia proprietaria della sala di via Umberto e, soprattutto, per assicurare futuro allo Stabile". Sono inferociti i segretari della Uil, Fortunato Parisi, e della Uilcom di Catania, Giovanni Nicotra, intervenuti sullo sfratto esecutivo per il Teatro Stabile da una delle sue storiche sedi.

"Malgrado la drammatica situazione che vivono ormai da anni - aggiungono Parisi e Nicotra - pure oggi i lavoratori dello Stabile si erano recati al lavoro, ma sono stati costretti a lasciare il Musco per l'intervento dell'ufficiale giudiziario. Una nuova umiliazione, che certo non meritano! Per loro, per quelle donne e quegli uomini che sinora hanno tenuto in piedi lo Stabile a dispetto di chi lo ha affossato, rivendichiamo iniziative concrete e certezze".

"La politica, poi, rimedi ai molti guasti prodotti con uno scatto d'orgoglio e senza ulteriori perdite di tempo. È inaccettabile, ad esempio - concludono i sindacalisti - che l'ente teatrale debba affrontare queste ore drammatiche in assenza di vertici solo perché la nomina del commissario straordinario, Giorgio Pace, deve essere ancora ratificata dalla Prima commissione dell'Assemblea regionale".

"La delusione e la rabbia sono i sentimenti che in questo momento ci attraversano. Evidentemente, le rassicurazioni dell'ex presidente e dell'amministrazione comunale, erano solo proclami", affermano i segretari provinciali di Cgil e Slc Cgil, Giacomo Rota e Davide Foti. 

"L'appello dei sindacati per il salvataggio del Musco - aggiungono i due sindacalisti - è rimasto inascoltato e anche in questo caso le responsabilità sono dei soci di questo Ente, bravi nelle passerelle e scarsi nei fatti. Da parecchie settimane aspettiamo la nomina ufficiale del commissario che avrebbe potuto intervenire in merito, ma la politica ritardataria della Regione sta sempre di più affossando non solo i lavoratori, che attendono i fondi del 2016, ma anche il nostro prestigioso Teatro".

"La notizia della seduta rimandata della prima commissione regionale causa assenza dei suoi componenti - sottolineano Rota e Foti - ci lascia perplessi. Ci chiediamo se questo governo regionale, sempre più autoreferenziale e di penose capacità gestionali della pubblica amministrazione, possa davvero vantare una qualunque legittimità. Dall'altro lato, anche il Comune non dà segni di vita e la promessa della erogazione dei rimanenti 90 mila euro ne sono un segno tangibile. Chiediamo un'accelerazione reale nella nomina del commissario Pace, uomo di cultura che potrebbe risollevare un Teatro sull'orlo del baratro e soprattutto - concludono i due sindacalisti - aiutare le lavoratrici e i lavoratori, maestranze e attori, unico vero valore in una città oramai orfana di cultura".




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