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giovedì, 17 agosto 2017

Pubblicato: 08/07/2016

Il mare negato ai catanesi

Indagine di Cbc che denuncia: "Mancano i solarium e le spiagge libere sono abbandonate, solo chi può pagarsi una cabina riesce a fare i bagni"

CATANIA - "Altro che città di mare o città turistica, dopo la prima settimana di luglio le tre spiagge “libere” pubbliche della città di Catania risultano totalmente abbandonate mentre i due solarium del lungomare sono ancora incompleti. Mare negato ai catanesi da un'amministrazione incapace e nociva per la città".

Catania bene comune ha svolto un'indagine lungo tutto la costa di Catania e ha rilevato numerose irregolati che ha scelto di denunciare alla stampa con tanto di foto.

"Solo chi può permettersi una cabina o l'ingresso ai lidi privati ha potuto, fino a oggi, fare il bagno in sicurezza. Presso le tre spiagge libere della città e presso la spiaggetta di San Giovanni Li Cuti, campeggia un cartello ufficiale del Comune di Catania: "Balneazione non sicura per mancanza di apposito servizio di salvataggio - si legge nella nota - Le docce, presenti nelle tre spiagge pubbliche della Plaia, non hanno acqua e non è presente nessun servizio di pulizia o manutenzione. Cumuli di rifiuti nei pressi dei bagni, anch'essi non funzionanti, e sulla sabbia. I punti ristoro predisposti sono chiusi e i parcheggi, che sarebbero potuti essere affidati ad Amt o Sostare, sono in mano a gestori abusivi delle aree, che determinano tariffe e regolano i flussi di auto. Ad eccezione della Spiaggia Libera numero 2 dove l'ingresso è sbarrato e i bagnanti sono costretti a passare tra un barra e l'altra per accedere alla spiaggia".

"Non migliore la situazione dei solarium. La rampa per l'accesso al mare delle persone diversamente abili a San Giovanni Li Cuti sembra quasi pronta ma ancora non è stata aperta. Le piattaforme di Piazza Europa e di Ognina invece sono ancora incomplete e non si sa quando riusciranno a essere pronte e fruibili. È inaccettabile che le cittadine e i cittadini di Catania dopo aver pagato profumatamente le tasse si ritrovino dopo 40 giorni dall'inizio della stagione balneare senza nessuna spiaggia o solarium pubblico attrezzato. A migliaia di catanesi è ancora impedito l'accesso sicuro al mare mentre un enorme regalo, chissà se inconsapevole, viene fatto ai lidi privati che hanno potuto svolgere la propria attività senza alcuna concorrenza delle spiagge e delle piattaforme pubbliche gratuite. Una situazione grave che si somma all'inquinamento del mare della città, già denunciato nei giorni scorsi da Sinistra Italiana".

"Esigiamo che l'Amministrazione Comunale, anche con proprio personale, provveda all'immediata apertura, pulizia e messa in sicurezza delle spiagge libere e dei solarium comunali. È assurdo che l'unica spiaggia pubblica pulita, lo sia solo grazie al lavoro di alcuni cittadini. Chiediamo che l'Amministrazione intimi ai gestori dei lidi abbandonati della playa l'immediata messa in sicurezza e pulizia della spiaggia e delle strutture, tenuto conto che gran parte di esse sono di enti pubblici - conclude il gruppo tra i più estremi oppositori della giunta Bianco ma senza rappresentanti all'interno del consiglio comunale - È assurdo che una città come Catania che dovrebbe investire sul turismo e dovrebbe valorizzare le proprie bellezze, partendo dal proprio litorale, al contrario di tutte le località balneari non attrezzi le proprie spiagge pubbliche. L'Amministrazione guidata da Enzo Bianco si conferma nociva per la città di Catania".




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