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lunedì, 27 febbraio 2017

Addio Frontex, Sicilia è frontiera
con la guardia costiera dell'Ue

Immigrazione. Verrà costituita a partire da settembre, nuove risorse e 1.500 nuovi funzionari entro 2020. Polemiche: "Il Mediterraneo diventerà un campo profughi". Nel 2015 su 34 mila espulsi solo 3.488 rimpatri

Frontex addio. L’Unione europea si dota di una propria Guardia costiera e di frontiera che da settembre sarà operativa per affrontare le mille emergenze legate ai flussi migratori, con una struttura che si occuperà del controllo e della sicurezza delle frontiere esterne, garantendo al contempo la libera circolazione delle persone all’interno dello spazio Schengen.

Per la prima volta viene introdotto il principio di una gestione europea integrata delle frontiere. Il regolamento votato dal Parlamento europeo prevede una revisione completa del mandato di Frontex, la cui struttura sarà inglobata dalla Guardia costiera europea, attraverso un rafforzamento significativo delle sue competenze, funzioni, dotazioni in uomini e mezzi.

“E’ finalmente una risposta, ma certo non lo consideriamo un punto di arrivo alla drammatica problematica che l’esodo migratorio ci impone di affrontare senza più indugi – spiega l’europarlamentare Michela Giuffrida (Sd-Pd) - Parlamento, Commissione, Consiglio si sono ritrovati attorno al concetto di responsabilità condivisa nell’istituzione di una cabina di regia europea che dovrà dare risposte tempestive ed efficaci nella gestione delle emergenze".

Tra i compiti della nuova guardia costiera europea ci saranno la valutazione delle vulnerabilità per un controllo efficace delle frontiere esterne, l'impiego di funzionari di collegamento con gli Stati membri, la procedura di attivazione entro 3 giorni degli interventi operativi urgenti con un contingente di 1.500 guardie di frontiera messe a disposizione da tutti gli Stati membri per il dispiegamento rapido, sono solo alcuni degli elementi di novità. L’attuale organico di Frontex passerà entro il 2020 a 550 unità mentre, complessivamente, l’Agenzia potrà contare entro il 2020 su 1.000 addetti. La proposta prevede inoltre un ruolo molto più incisivo dell'Agenzia in materia di rimpatri, il rafforzamento della sua capacità (personale, dotazione di bilancio, apparecchiature), una maggiore cooperazione con i paesi terzi, l'istituzione di una cooperazione europea sulle funzioni di guardia costiera.

"L'obiettivo è assistere gli Stati membri anche nell'organizzazione pratica delle operazioni di rimpatrio, senza per questo entrare nel merito delle decisioni di rimpatrio emanate dagli Stati membri" conclude Giuffrida.

E proprio su questo aspetto puntano il dito i deputati europei del M5s. “Adesso si rischia seriamente di far diventare gli Stati frontiera del mediterraneo un grande campo profughi. Dalla Commissione ci saremmo aspettati la revisione radicale del Regolamento di Dublino, la condivisione delle quote dei richiedenti asilo obbligatoria per tutti i paesi europei, l'istituzione di vie legali d'accesso. Nessuna delle tre proposte è arrivata in Parlamento” sottolinea l’eurodeputato M5s Ignazio Corrao.

“In questa proposta – ha detto in aula l’eurodeputato di Alcamo – vi sono evidenti lacune democratiche perché dei burocrati non eletti ancora una volta andranno a sostituirsi al potere dei Governi e dei rappresentanti di questo parlamento, gli unici democraticamente eletti dai cittadini. Questo genere di proposta tra l'altro continuerà a promuovere i profitti delle industrie del settore militare che già vendono armi nelle aree di conflitto da cui fuggono i profughi e che adesso stanno traendo profitto dalla crescente militarizzazione delle frontiere dell’Unione europea, grazie alla loro potente lobby che detta la politica alla Commissione europea. L’italiana Finmeccanica-Leonardo è tra queste e poi ancora Indra o Thales”.

Per Salvo Pogliese (Ppe-Forza Italia) ogni valutazione non può prescinde dal fatto che il numero degli espulsi rimpatriati è ancora troppo basso. “Per poter garantire l’area Schengen, ovvero lo spazio di libera circolazione senza frontiere interne che rappresenta la massima conquista dell’Europa, occorre controllare in maniera capillare le frontiere esterne. Ecco perché accolgo con grande soddisfazione l’approvazione del regolamento che istituisce la guardia costiera e di frontiera europea, basandosi sulle esperienze acquisite da Frontex, e che si prefigge di svolgere una funzione di fondamentale importanza di supporto agli Stati nazionali sul tema soprattutto dei rimpatri, che rappresenta l’assoluta anomalia del sistema europeo dell’accoglienza. In tal senso basti pensare, per esempio, che in Italia nel 2015 su 34 mila espulsi sono stati effettivamente rimpatriati solo 3.488 migranti ovvero poco più del 10,8%”.

Twitter: @LucaCiliberti




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