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domenica, 19 febbraio 2017

Pubblicato: 05/07/2016

"Alla Regione debiti per 6 miliardi"

La relazione 2015 della Corte dei conti: "Bilancio ripulito, ma il peso dei mutui inciderà sulle casse per i prossimi trent'anni"

PALERMO - Cresce ancora il debito della Regione siciliana. A dicembre 2015 era pari a 5 miliardi e 575 mila euro, in aumento rispetto alla stesa data dell'anno precedente. Un trend crescente alla luce anche della stipula di due mutui con la Cassa depositi e prestiti.

"A tale dato - sottolinea il procuratore generale d'Appello presso la Corte dei conti Diana Calaciura Traina nel giudizio sul rendiconto generale della Regione siciliana - bisogna aggiungere il massiccio ricorso a uno strumento contabile, come avevano rilevato della precedente requisitoria, e cioè le anticipazioni liquidità. Nel corso del 2015, la Regione siciliana ha stipulato, infatti, un ulteriore contratto con prestito per anticipazione di liquidità per un miliardo e 776 milioni di euro, destinati al pagamento dei debiti di enti sanitari".

"Non posso fare a meno di rilevare che, la già notevole anticipazione di liquidità richiesta e ottenuta nel 2014 (900 milioni di euro) si è incrementata del 99% passando appunto dai 900 milioni a un miliardo e 776 milioni di euro. Tale liquidità, pur non potendo essere considerata come un nuovo indebitamento, comporta, comunque, l'assunzione di obblighi di restituzione da parte della Regione".

La restituzione di queste anticipazioni, peseranno sulle casse della Regione siciliana per un trentennio e cioè dal 2015 al 2045. "Non è pertanto procrastinabile - aggiunge il procuratore generale della Corte d'Appello della Corte dei conti - l'assunzione di iniziative volte a contenere i rischi dell'attuale esposizione debitoria collegata alle operazioni di finanza derivata".

"Bilancio ripulito e attendibile", ha detto il presidente delle sezioni riunite della Corte dei Conti Maurizio Graffeo che ha parlato di "epocale ripulitura dei conti. Adesso i conti sono più attendibili. Non si torni ai vizi del passato".

AUMENTANO LE ENTRATE, DIMINUISCONO LE SPESE. Il bilancio 2015 della Regione siciliana ha registrato un aumento del 24,12% delle entrate accertate, passate da 17.683 milioni del 2014 a 21.947 milioni dello scorso anno. Si è assistito a un aumento delle entrate correnti accertate (11,60%), cresciute da 15 miliardi 497 milioni a 17 miliardi 296 milioni, un aumento delle entrate accertate conto capitale (99,76%), passate da un miliardo 294 milioni a 2 miliardi 585 milioni, mentre gli accertamenti di entrate per accensione di prestiti sono state 2 miliardi 66 milioni. 

Sensibile la contrazione dei residui attivi che dai 14 miliardi 384 milioni di euro al 31 dicembre 2014, si sono attestati alle fine del 2015 a 4 miliardi 162 milioni di euro. Anche le spese complessivamente impegnate dalla Regione hanno fatto registrare una lieve riduzione rispetto al precedente esercizio, passando da 19 miliardi 908 milioni a 19 miliardi 432. C'è stato, invece, un aumento delle spese correnti impegnate che dai 16 miliardi 477 milioni di euro nel 2014 sono diventate 16 miliardi 730 milioni di euro nel 2015. Sono diminuite le spese in conto capitale (da 3 miliardi 188 milioni nel 2014 a un miliardo 922 milioni nel 2015), mentre le spese per rimborso di prestiti sono passate da 242 milioni del 2014 a 779 milioni del 2015.

FORESTALI E PARTECIPATE NOTE DOLENTI. Bacchettate arrivano dalla Corte dei Conti alla gestione dei Forestali e delle Partecipate. Sono costosi e la gestione è opaca. Gli oneri sostenuti dalla Regione per i forestali sono ritenuti dai giudici contabili "assai elevati". "Non può sottacersi - sottolinea Diana Calaciura Traina - che l'attività istituzionale delle strutture regionali preposte all'assunzione di tale categoria di lavoratori è svolta attraverso la realizzazione di progetti finanziati con risorse regionali e comunitarie. Tale circostanza comporta non soltanto, a volte, una inutile reiterazione di adempimenti, ma anche una lievitazione dei costi. Gli ultimi dati, purtroppo completi e imparziali, acclarano che i costi del personale delle società partecipate ammontano nel 2015 a 190 milioni di euro in corrispondenza di un numero di dipendenti che si mantiene superiore a 7.000 unità".

La gran parte dei costi si riferiscono a Seus scpa, con 3235 unità e a Sas scpa con 1974 unità. Tali dati "già di per sé negativi", si inseriscono "nel già opaco quadro delle società partecipate. Constatato, ancora una volta l'inadeguatezza dei controlli effettuali dalla Regione nei confronti delle società partecipate, non essendo ammissibile che gli organi di amministrazione di società, di cui l'ente Regione è unico socio o di maggioranza, non rispondano adeguatamene alle richieste di informazioni da parte delle Ragioneria generale. Si raccomanda, quindi, che la Regione eserciti pieni poteri di governance e relativi poteri di controllo".

Non immune da critiche anche la gestione di Riscossione Sicilia Spa: rispetto all'anno precedente si è registrata una flessione del 12% nella riscossione ruoli: "Tale fenomeno negativo va certamente ascritto alla riduzione delle capacità dei contribuenti di assolvere al pagamento. È indubbio che la scarsa incisività stigmatizzata dalle Sezioni riunite della Corte dei conti impone urgenti e mirate strategie atte a rivitalizzare il settore".






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