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domenica, 19 febbraio 2017

Colesterolo, dopo i 60 anni meno importante

Nuccio Sciacca / 
Una ricerca svedese considera i farmaci usati come prevenzione uno spreco di tempo e risorse

Valori elevati di colesterolo Ldl sono inversamente correlati alla mortalità nella maggior parte delle persone oltre i 60 anni. E dal momento che gli anziani con Ldl elevato vivono più a lungo rispetto ai coetanei con Ldl basso, questi dati mettono in discussione la validità dell'ipotesi colesterolo, che considera quest'ultimo, specie la frazione Ldl, aterogenico.

È quanto emerge dal lavoro di Uffe Ravnskov, ricercatore di Lund in Svezia, e primo autore di un articolo pubblicato su Bmj Open, in cui si suggerisce una rivalutazione delle linee guida che raccomandano la riduzione farmacologica del colesterolo Ldl negli anziani come parte della prevenzione cardiovascolare.

"Abbassare il colesterolo con i farmaci come prevenzione cardiovascolare primaria in chi ha più di 60 anni è uno spreco di tempo e risorse", afferma l'esperto svedese. Per giungere a queste conclusioni, che mettono in dubbio una delle teorie di base della medicina cardiovascolare, un gruppo di cardiologi di 17 Paesi ha recensito studi precedenti svolti su un totale di 68.000 persone.

"È noto che il rischio di mortalità cardiovascolare o per tutte le cause dipendenti dal colesterolo totale si riduce o addirittura svanisce con l'aumentare dell'età, ma poco si sa sull'associazione tra colesterolo Ldl, una frazione di quello totale, e mortalità nei pazienti anziani", esordisce Ravnskov, che assieme ai colleghi ha selezionato dalla letteratura scientifica 19 studi di coorte da cui emerge una correlazione inversa tra Ldl e mortalità nel 92% dei partecipanti.

Il cardiologo londinese Aseem Malhotra, coautore della metanalisi assieme ad altri colleghi britannici, irlandesi e statunitensi spiega: "Questi dati suggeriscono di ridurre l'allarmismo sul colesterolo in termini di malattie cardiache, aumentando invece il livello di attenzione sulla resistenza all'insulina, il fattore di rischio più importante per molte malattie croniche". Ma la British Heart Foundation ha già respinto il documento, sottolineando che decenni di studi dimostrano lo stretto legame tra malattie cardiache e colesterolo.                                                                                       






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