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sabato, 19 agosto 2017

Pubblicato: 31/05/2016

Nastri, comandano Virzý e Jeeg

Tutte le nomination per i premi cinematografici del 2016. La serata finale il 2 luglio a Taormina

ROMA - La pazza gioia di Paolo Virzì con 10 candidature e Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti con nove sono in testa come numero di nomination alla 70esima edizione dei Nastri d'Argento, che avranno il gran finale al Teatro Antico di Taormina il 2 luglio.

Intanto stasera al Maxxi un assaggio della premiazione, con la consegna di uno speciale Nastro d'oro a Stefania Sandrelli; i Nastri tecnici (fotografia, montaggio, scenografia, costumi, sonoro in presa diretta, già votati dal direttivo e da una giuria speciale di giornalisti) e il Nastro dell'anno a Non essere cattivo di Claudio Caligari.

Inoltre in apertura di serata sarà proiettato il documentario 'Nastri 70: argento vivo' di Antonello Sarno, dedicato ai 70 anni del premio creato dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani.

Oggi in conferenza stampa il primo fra i riconoscimenti speciali (un Nastro più piccolo, che si poteva appuntare sulla giacca o sul vestito, prima versione del premio) previsti quest'anno, è andato a Vito Annichiarico, interprete da bambino del figlio di Anna Magnani in Roma Città aperta. "E' un film che ha cominciato la sua strada nel 1946, come noi. Vito è un grande simbolo di questo compleanno", ha detto Laura Delli Colli, presidente del Sngci.

I 70 anni dei Nastri vengono ripercorsi attraverso le immagini dei cinegiornali e delle riprese tv nel documentario di Sarno, carrellata fra vincitori e partecipanti straordinari, italiani e stranieri: da Fellini a De Sica, da Pasolini ad Antonioni, da Sordi a Totò, da Monica Vitti a Virna Lisi, ma anche, fra gli altri, Mirna Loy, King Vidor, Akira Kurosawa, Pedro Almodovar, Tom Cruise, John Woo. Tra i premiati più inaspettati, Beppe Grillo, Nastro come miglior attore esordiente nel 1982 per Cercasi Gesù.

Nelle candidature 2016, dietro La pazza gioia e Lo chiamavano Jeeg Robot, ci sono Suburra di Stefano Sollima (sette nomination), Per amor vostro di Giuseppe Gaudino (sei) e a quota cinque Alaska di Claudio Cupellini e Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese. Nella cinquina del regista del miglior film, con Virzì, Cupellini, Gaudino e Sollima c'è Roberto Andò con Le confessioni. Mentre tra gli autori di opere prime Mainetti dovrà vedersela con Ferdinando Cito Filomarino (Antonia), Carlo Lavagna (Arianna), Piero Messina (L'attesa) e Giulio Ricciarelli con il Labirinto del silenzio, che era stato candidato dalla Germania agli Oscar. Fra le commedie gareggiano Dobbiamo parlare di Sergio Rubini, Io e lei, di Maria Sole Tognazzi, Natale col boss di Volfango De Biasi, Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese e Quo vado? di Gennaro Nunziante.

Il Nastro come miglior attore protagonista se lo contendono Stefano Accorsi (Veloce come il vento), Pierfrancesco Favino (Suburra), Elio Germano (Alaska), Claudio Santamaria (Lo chiamavano Jeeg Robot), Riccardo Scamarcio (La prima luce, Pericle il nero). Per le attrici protagoniste invece la corsa è fra Valeria Bruni Tedeschi, candidata con Micaela Ramazzotti per La pazza gioia, Paola Cortellesi (Gli ultimi saranno ultimi), Sabrina Ferilli (Io e lei), Valeria Golino (Per amor vostro), Monica Guerritore (La bella gente). Tra gli attori non protagonisti c'è fra i nominati Peppino Di Capri (Natale col boss) in cinquina con Claudio Amendola (Suburra), Fabrizio Bentivoglio (Gli ultimi saranno ultimi, Forever Young, Dobbiamo parlare), Adriano Giannini e Massimiliano Gallo (Per amor vostro), Luca Marinelli (Lo chiamavano jeeg Robot). Mentre tra le non protagoniste la gara è fra Sonia Bergamasco (Quo vado?), Valentina Carnelutti (La pazza gioia, Arianna), Piera Degli Esposti (Assolo), Greta Scarano (Suburra) e Milena Vukotic (La macchinazione).




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