Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
giovedý, 24 agosto 2017

Pubblicato: 06/05/2016

Comune, gruppo Pd spaccato

L.Cil. / 
Catania. Sfiduciato D'Avola, tre consiglieri su sei scelgono Vullo, fratello del deputato regionale di area Renzi-Faraone. Il segretario del partito: "Atto illegittimo"

CATANIA - Metà del gruppo consiliare del Pd di Catania ha sfiduciato il capogruppo Giovanni D’Avola scegliendo  al suo posto a Nino Vullo, formalmente per un normale e naturale turnover interno al partito, ufficiosamente, la mozione di sfiducia presentata dai consiglieri Niccolò Notarbartolo, Ersilia Severino e Nino Vullo lascia presagire nuovi assestamenti tutti interni alla maggioranza di centrosinistra che, in linea teorica, dovrebbe garantire la fiducia alla giunta del sindaco Enzo Bianco. Ma la prova di forza non trova concretezza nel regolamento interno del gruppo consiliare che prevede la sfiducia del capogruppo solo a maggioranza. Zappalà, Raciti e lo stesso D'Avola sono contrari.

Il Consiglio di Palazzo degli Elefanti negli ultimi tre anni di legislatura ha inciso poco e niente sulle scelte dell’amministrazione, anzi spesso e volentieri proprio alcuni esponenti del Pd sono stati molto critici nei confronti dell’operato degli assessori e del sindaco.

Secondo alcune voci di corridoio a qualcuno non è piaciuta la posizione e le parole dell’ex capogruppo D’Avola, vicino al sindacato, in occasione delle dimissioni presentate la scorsa settimana dall’ex assessore comunale alle Attività produttive Angela Mazzola.

I tre consiglieri che hanno presentato la sfiducia sono rappresentativi di tre aree forti del Partito democratico: Niccolò Notarbartolo è vicino al deputato ed ex sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Berretta, Nino Vullo ed Ersilia Severino, quest’ultima eletta nelle liste del Megafono, sono riferimenti della corrente dei deputati regionali renziani-faraoniani Luca Sammartino, Valeria Sudano, Nino Vullo, Pippo Nicotra.

Una ulteriore demarcazione dei confini tutta interna al Pd propedeutica alla conquista delle posizioni in un imminente tavolo di riequilibrio della giunta comunale.

Prova di forza che non è piaciuta al burtoniano Lanfranco Zappalà che su Facebook scrive: "Quanto è stato fatto è assolutamente "illegittimo" e nessuno può essere eletto se non si ha la maggioranza . Mi dispiace dire ciò, perché ho molta stima di tutti ,ma certi atteggiamenti non possono passare inosservati ne tantomeno la politica ed i suoi regolamenti interni scavalcati senza alcuna logica. È giusto che il partito si interessi subito di questa vicenda "tragicomica" che porta solo confusione e danno all'immagine di un partito che vuole governare in Città e bene. Sono convinto che valga il buonsenso da parte di tutti. Se tutto ciò è servito e serve per una dialettica interna tra i gruppi e correnti...io certamente non mi tirero' indietro...ma questi colpi bassi ed inaspettati non troveranno mai la mia partecipazione ed il mio consenso. Il Capogruppo pertanto del PD al Consiglio Comunale resta D'Avola".

Reagisce anche il segretario cittadino del Pd Enzo Napoli che scrive in una nota affidata ai social: "Leggo con amarezza e preoccupazione che alcuni consiglieri del gruppo del Pd hanno proceduto ad una illegittima autoconvocazione per svolgere una votazione altrettanto illegittima poichè insufficiente anche il numero dei consiglieri".

"E' un atto che non ha fondamento dal punto di vista politico, statutario e anche della normale convivenza all'interno del partito - continua - E' politicamente pericoloso che qualcuno faccia questi strappi. Il Capogruppo del Pd al comune di Catania è Giovanni D'Avola a cui va la piena stima e sostegno del Pd di Catania. Peraltro lo stesso D'Avola è in malattia da alcuni giorni e qualcuno ha svolto comunque la riunione denotando anche una estrema mancanza di minimo buon gusto".

"Il Pd è altra cosa, in Sicilia come a Roma - conclude - Quello che si è consumato è un atto grave. Siamo sempre stati e rimaniamo disponibili a trovare sedi e modalità di discussioni utili ad affrontare le questioni politiche che i consiglieri comunali vorranno porre nel rispetto di una dialettica costruttiva a favore dell'impegno che l'amministrazione comunale guidata da Enzo Bianco, pienamente sostenuta dal partito democratico, e lo stesso Pd stanno portando avanti per lo sviluppo della città".

Intervento anche della deputata regionale Concetta Raia. "Quello che è avvenuto ieri al gruppo Pd di Catania rasenta il limite del grottesco. Calpestare le normali regole per sfiduciare illegittimamente e senza il numero necessario il capogruppo Pd e indicarne un altro in modo altrettanto illegittimo è un atto gravissimo che colpisce prima di tutto il nostro partito. Appare assai strano che tutto ciò avvenga proprio all'indomani della visita del premier Renzi nella nostra città e della firma del Patto per Catania insieme al Sindaco Bianco. Forse questi importanti risultati non hanno fatto piacere a qualcuno. Chi ispira e copre queste inutili scorribande, trasformando la vicenda in una farsa, si sta assumendo gravi responsabilità. Bene ha fatto la segreteria provinciale, in contatto con quella regionale e nazionale, a prendere posizione in modo chiaro e netto. Le questioni politiche di affrontano in modo serio. Giovanni D'Avola, a cui va il mio personale sostegno, è e resta il capogruppo pienamente legittimato del Partito Democratico a Catania".



Twitter: @LucaCiliberti




Per commentare l'articolo Ŕ necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, Ŕ possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso Ŕ necessaria la verifica, basterÓ cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.