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lunedì, 29 maggio 2017

"Screening neonatale metabolico allargato"

Il Rotary Club Aci Castello completa l'attività del primo anno del progetto

CATANIA - Il Rotary Club Aci Castello ha portato a compimento l'attività relativa al primo anno del progetto “Screening neonatale metabolico allargato”, realizzato in collaborazione con il Rotary Acireale, Rotary Quattro Canti - Centenario, Rotary Etna Sud Est e Rotary Giarre. Il progetto, presentato lo scorso 18 settembre e realizzato anche grazie alla sovvenzione erogata dal Distretto 2110 (Sicilia-Malta), è stato coordinato dal professore Giovanni Sorge, associato di Pediatria Preventiva e Sociale presso la Facoltà di Medicina e responsabile del progetto.

Il progetto mira a sostenere l'attività di screening metabolico sui neonati della provincia di Catania. Lo Screening oggi è diffuso in maniera capillare, salvo rarissime eccezioni, nell’ambito delle strutture sanitarie sia pubbliche che private della città di Catania, essendo diventato un programma essenziale di medicina preventiva, il cui scopo è l'individuazione, in epoca precoce, di soggetti apparentemente sani, che sono a rischio di scompenso metabolico.

Lo screening viene effettuato attraverso il prelievo di alcune gocce di sangue del neonato sulle quali vengono effettuate analisi di laboratorio in spettometria di massa, capaci di evidenziare alterazioni direttamente riferibili ad una malattia congenita diagnosticabile e trattabile. Il professore Sorge ha ricordato come sia importante intervenire per tempo su queste patologia, sottolineando l’importanza della collaborazione dei genitori.

E’ lo stesso presidente del Rotary Club Aci Castello per l’anno rotariano in corso, Bruno Andò, a tracciare il riepilogo dei risultati conseguiti: "Innanzitutto, abbiamo provveduto all’acquisto di un kit per effettuare l'esame su 1000 neonati, insieme al materiale divulgativo finalizzato a far conoscere ai genitori finalità e importanza dello screening stesso, che è del tutto gratuito. Quest’anno attraverso lo screening sono state diagnosticati, in almeno quindici casi, delle patologie che altrimenti non sarebbero state rilevate. Un risultato che ci fa capire l’importanza del servizio prestato, che cercheremo di migliorare e rafforzare nei prossimi anni".




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