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lunedì, 27 febbraio 2017

Pubblicato: 29/04/2016

Al Sud i ragazzi più "disconnessi"

Internet compie trent'anni: ma secondo Save the children 270.000 adolescenti del Meridione non l'hanno mai usato

ROMA - Rispetto alla più diffusa "generazione connessa", in realtà in Italia sono 452.000 gli adolescenti che non hanno mai usato internet, ben l'11,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni che vivono nel nostro Paese. E la percentuale è più elevata nel Sud e nelle Isole, dove sfiora il 17,4%, pari a 270.000 ragazzi. Lo sottolinea Save the Children, in occasione delle giornate dedicate a celebrare i trent'anni di internet in Italia.

La presenza di adolescenti "disconnessi", informa l'ong, è maggiore nelle famiglie che dichiarano di vivere in condizioni economiche "assolutamente insufficienti" (22,7%) o con "risorse scarse" (14,2%), mentre è estremamente ridotta in quelle che dichiarano di vivere in condizioni economiche "ottime o adeguate" (6,5%).

Spesso i ragazzi disconnessi da internet sono tagliati fuori da altre opportunità educative e culturali, che li allontanano ancora di più dai loro coetanei, in una spirale che non fa altro che aumentare la povertà educativa", commenta Raffaela Milano di Save the Children.

Tra i ragazzi che non hanno mai usato internet, infatti, sono 269.000 quelli che non hanno letto nemmeno un libro nell'ultimo anno e 187.000 non sono neppure mai andati al cinema nello stesso periodo.

Save the Children ha deciso di partecipare all'Internet Day con il laboratorio di coding attivo nel Punto Luce presente nel quartiere Zisa di Palermo, gestito in collaborazione con l'associazione "Inventare insieme". I Punti Luce sono centri ad alta densità educativa che sorgono in quartieri svantaggiati delle città e sono il fulcro del programma nazionale "Illuminiamo il futuro", che dal 2014 interviene a supporto di contesti privi di opportunità per i più giovani, con l'obiettivo di agire su quella che viene definita 'povertà educativa': la privazione della possibilità di accedere alle opportunità educative necessarie per apprendere, sperimentare, sviluppare capacità, talenti e aspirazioni e spezzare così il circolo vizioso di una povertà di opportunità di crescita che alimenta la povertà economica e viceversa.




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