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mercoledý, 26 aprile 2017

Se dormiamo poco aumenta il colesterolo

Nuccio Sciacca / 
Secondo uno studio finlandese i nottambuli sono a forte rischio di eventi cardiovascolari

Che perdere sonno non facesse bene lo sapevamo già. Chi dorme meno, tanto per dirne una, ingrassa più facilmente e si apre la strada verso il diabete, per un impatto negativo della deprivazione di sonno sul metabolismo dei carboidrati e le alterazioni degli ormoni deputati al controllo dell’appetito. Dormire meno, inoltre, significa anche alterazioni del sistema immunitario e attivazione dell’infiammazione.

Ma non è tutto. Adesso un gruppo di ricercatori dell’università di Helsinki, in uno studio pubblicato su Scientific Reports, ha dimostrato che le ore di sonno perse influenzano anche il metabolismo del colesterolo, sia a livello dell’espressione genica, che dei livelli di lipoproteine circolanti.

“In questo studio – spiega Vilma Aho, ricercatore del gruppo Sleep Team Helsinki – abbiamo esaminato quali alterazioni la deprivazione di sonno provoca a livello di alcuni funzioni dell’organismo e quali di queste alterazioni possano essere ritenute, almeno parzialmente, responsabili di un aumentato rischio di patologie”.

Lo studio finlandese ha dimostrato in particolare che i geni che partecipano alla regolazione del trasporto del colesterolo sono meno attivi nei soggetti sottoposti a deprivazione di sonno, rispetto a chi dorme un numero sufficiente di ore. Una dimostrazione questa acquisita negli esperimenti di deprivazione di sonno in laboratorio, poi replicata a livello di popolazione in studi epidemiologici real life.

I dati di popolazione hanno infatti consentito di scoprire che le persone che dormono poco hanno livelli più bassi di colesterolo HDL (colesterolo ‘buono’), rispetto a chi dorme a sufficienza. Questo nuovo riscontro, unito agli altri fattori di rischio, dà una chiave di spiegazione per l’elevato rischio cardiovascolare osservato nei soggetti che dormono poco e contribuiscono alla comprensione dei meccanismi patologici sottesi a questa associazione.

“In particolare, molto interessante è il fatto – sottolinea la Aho - che fattori quali infiammazione e alterazioni del metabolismo del colesterolo, che contribuiscono all’innesco dell’aterosclerosi, siano stati ritrovati tanto nello studio sperimentale che nella parte epidemiologica”.

E i risultati sottolineano ancora una volta l’impatto negativo per la salute giocato da una scarsa quantità di sonno. I ricercatori finlandesi ritengono che bisognerebbe evidenziare a livello di educazione sanitaria l’importanza che una buona qualità e quantità di sonno gioca per la salute e viceversa. La correzione degli stili di vita dovrebbe cioè riguardare non solo l’attività fisica e la dieta ma anche focalizzarsi sul sonno.

“Il nostro studio – conclude la Aho – ha dimostrato che già dopo appena una settimana di deprivazione di sonno, cominciano a evidenziarsi alterazioni nel metabolismo e nelle risposte immunitarie. Il nostro prossimo obiettivo è stabilire se anche alterazioni più contenute nei pattern del sonno possano provare simili alterazioni”.
                                                                                        






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