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sabato, 25 marzo 2017

Pubblicato: 14/04/2016

"La mafia è più forte dello Stato"

La pensa così il 48% degli studenti secondo una indagine del Centro Pio La Torre di Palermo. Bindi: "Dati su cui riflettere"

ROMA - Cosa Nostra più forte dello Stato. Nell'eterno braccio di ferro tra giustizia e criminalità organizzata, lo Stato ne esce sconfitto. Almeno secondo la percezione degli studenti. Quasi la metà (48%), tra quelli interrogati in merito, è convinta che la mafia sia più forte dello Stato. Le nuove generazioni ammettono di non avere fiducia (84,7%) nella politica e solo il 31,5% pensa che sia possibile sconfiggere definitivamente la criminalità organizzata.

Ma non per questo bisogna arrendersi: tra i ragazzi cresce la "voglia di legalità a tutti i livelli". Giunge a questa conclusione l'indagine sulla percezione mafiosa condotta tra oltre duemila studenti dal Centro Pio La Torre di Palermo e presentata oggi alla Commissione Antimafia. Un "documento prezioso", secondo la presidente Rosy Bindi, "su cui le istituzioni devono riflettere". Per combattere la mafia, ha ricordato Bindi, serve "la coscienza di tutti i cittadini: non possiamo solo ricordare i martiri, dobbiamo fare i cittadini pienamente". "Allo stesso modo - ha aggiunto parlando a una platea di studenti - non si può avere sfiducia nei politici in generale, ma in quelli che sbagliano. Se si fa un discorso generico si premia chi sbaglia>>.Anche perché <
Entrando nello specifico dei risultati del sondaggio, la percentuale di studenti che pensa che al mafia sia più forte dello Stato, scende al 31,98% tra gli universitari siciliani. Solo il 13% degli studenti medi pensa che lo Stato sia più forte di Cosa nostra, mentre un altro 27% dice che sono ugualmente forti. Il 36,75% dei ragazzi ritiene che la presenza della mafia possa essere "molto" d'ostacolo nella costruzione del proprio futuro.

Argomento "mafia e politica", il legame è forte per quasi il 94% dei ragazzi, un "dato in crescita rispetto al passato" secondo il Centro Pio La Torre. Il 73% pensa che ci siano contiguità fra esponenti mafiosi e religiosi, mentre l'84,7% non ha fiducia nella politica. Maglia nera anche a banchieri (60,03%), impiegati pubblici (57,55%), parroci (56,11%) e giornalisti (51,75%). In media, quasi l'83% degli studenti interpellati ritiene che la mafia sia molto o abbastanza diffusa nella propria regione e la criminalità organizzata si avverte concretamente in città (40,17%), soprattutto dallo spaccio di droga (45,86%).

Nonostante il 39,57% degli studenti sia convinto che la mafia non potrà mai essere sconfitta definitivamente, lo Stato deve comunque insistere e colpirla nei suoi interessi economici (26,94%), combattere la corruzione e il clientelismo (20,55%), educare i giovani alla legalità (20,55%). "Allo stesso tempo - dicono i ragazzi - ciascuno di noi non dovrebbe sostenere l'economia mafiosa (40,37%), comprando ad esempio droghe o merci contraffatte".

Il presidente del Centro Pio La Torre, Vito Lo Monaco, sottolinea che nei giovani è cresciuta la consapevolezza che corruzione, mafia e politica sono strutturalmente sempre più collegate, che una rivoluzione legalitaria è necessaria per lo sviluppo del paese.

Continuando a rispondere alle domande del sondaggio, il 62,65% dei ragazzi ha affermato che di mafia si parla soprattutto a scuola, mentre solo il 29,32% dice di discuterne a casa. Non a caso, sottolinea il Centro Pio La Torre, la categoria verso la quale gli studenti maggiore fiducia è quella degli insegnanti (33,63%), seguita dalle forze dell'ordine (23,97%) e dai magistrati (20,70%). 










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