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venerdì, 24 marzo 2017

Pubblicato: 11/04/2016

Il Ciapi non deve pagare

Il tribunale di Palermo dà torto a Riscossione Sicilia che pretendeva circa 30 milioni di euro

PALERMO - "Riscossione Sicilia ha iniziato un'azione esecutiva che non doveva promuovere poiché non in possesso di valido titolo e ciò, in quanto la Commissione Tributaria Provinciale aveva in precedenza annullato, con sentenza, gli atti impostivi (costituiti dalle due cartelle Ciapi di 29.795.922 euro) su cui si è basata, principalmente, l'azione esecutiva".

Lo ha deciso il giudice dell'esecuzione del Tribunale di Palermo Alida Marinuzzi accogliendo la richiesta avanza dall'avvocato Antonio Liberto, difensore di Francesco Riggio, deputato regionale del gruppo misto e ex presidente del Ciapi. Il tribunale ha sospeso "l'esecuzione per la quasi totalità dell'importo fondato su 2 cartelle esattoriali relative alla vicenda Ciapi, - prosegue il legale mostrando l'ordinanza - oltre ancora agli importi di altre 8 cartelle - relativa a tributi vari- ritenute prescritte), con la conseguenza che resterebbero solamente poche migliaia di euro rispetto alle quali riscossione potrebbe proseguire un'azione esecutiva".

Il giudice ha, infatti, accertato che la sentenza del giudice Tributario di primo grado con cui erano state annullate le due cartelle di "così rilevante importo, ha determinato il venir meno del titolo su cui si era fondata la ragione della quasi totalità del credito di Riscossione Sicilia".

Il giudice ha inoltre  condannato Riscossione Sicilia al pagamento delle spese processuali per olre 10 mila euro.




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