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domenica, 30 aprile 2017

Pubblicato: 09/04/2016

I tumori del cervello fanno meno paura

Nuccio Sciacca / 
Pubblicato negli Usa uno studio innovativo della Neurochirurgia del Policlinico di Catania

I tumori del cervello rimangono ancora tra le malattie più preoccupanti sia per i pazienti che scoprono di esserne affetti sia per i loro familiari, ma le moderne tecnologie e gli avanzamenti scientifici ne hanno sensibilmente diminuito il timore. Secondo l’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTum), ogni anno si registrano circa 10,5 nuovi casi di tumori cerebrali maligni ogni 100.000 abitanti.

Le stime per l’Italia indicano un totale di circa 2.500 nuovi casi diagnosticati ogni anno tra i maschi e 2.000 tra le femmine. Sebbene nel corso degli ultimi venti anni l'AIRTum abbia registrato un progressivo incremento dell’incidenza dei tumori cerebrali, nella stessa finestra temporale si è assistito a una riduzione dei tassi di mortalità.

Tuttavia, la diagnosi di tumore cerebrale continua a rappresentare motivo per effettuare “viaggi della speranza” verso ospedali del nord Italia o esteri, nel tentativo di ricevere il miglior e più moderno trattamento possibile. La notizia importante, e forse sorprendente, è che i pazienti con tumore cerebrale possono, invece, ricevere un trattamento chirurgico assolutamente moderno e avanzato anche in Sicilia, presso la Clinica Neurochirurgica del Policlinico Universitario di Catania, coordinata dal Professore Giuseppe Barbagallo.

Il chirurgo catanese ha realizzato uno studio insieme con un gruppo di studiosi del Centro di Ricerca per la Diagnosi e la Cura dei Tumori Cerebrali, istituito presso l’Università degli Studi di Catania e diretto dallo stesso Professor Barbagallo. Lo riporta la rivista scientifica Neurosurgery, organo ufficiale del Congress of Neurological Surgeons (Società Americana dei Neurochirurghi) che ha pubblicato i risultati di uno studio innovativo, il primo in ambito internazionale, sul trattamento chirurgico multimodale dei tumori cerebrali.

Il potenziale impatto clinico dello studio sulla comunità scientifica è stato considerato di tale rilevanza da dedicare al lavoro dei neurochirurghi dell’Università di Catania anche la copertina del numero di marzo della stessa rivista. “Multimodalità significa che presso la Clinica Neurochirurgica del Policlinico i tumori cerebrali, sia nei pazienti adulti sia nei bambini, vengono operati utilizzando contemporaneamente la fluorescenza con acido 5-aminolevulinico (5-ALA), la neuronavigazione, la risonanza magnetica con trattografia intraoperatoria, l’ecografia, la stimolazione elettrica cerebrale corticale e sottocorticale e la Tac intraoperatoria", spiega lo stesso Barbagallo.

"La nostra clinica neurochirurgica è, infatti, l’unica Neurochirurgia in Sicilia, e una delle pochissime in Italia, dotata di una Tac portatile che viene regolarmente utilizzata durante gli interventi chirurgici al cervello, soprattutto proprio nel caso di tumori cerebrali - continua Barbagallo -. Lo studio pubblicato, confrontando i dati clinici di due serie di pazienti, ha dimostrato che oltre alla rigorosa applicazione della microchirurgia, anche l’utilizzo della Tac intraoperatoria, insieme con le altre metodiche sopra elencate, in particolare con la fluorescenza con 5-ALA, ha consentito di raggiungere percentuali di resezione dei tumori, anche di quelli maligni e più complessi quali i glioblastomi multifocali (tumori non dotati di una capsula che li separi chiaramente dal cervello sano circostante), superiore al 98%".

"Un dato, quest’ultimo, di grande rilevanza clinica, considerato che già dal 2008 è noto che soltanto una resezione dei tumori cerebrali maligni superiore al 95%, dimostrata da un esame Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto eseguito entro 48 ore dall’operazione, consente ai pazienti di beneficiare maggiormente delle terapie adiuvanti quali chemioterapia e radioterapia”, conclude Barbagallo.

Secondo quanto osservato dagli esperti della rivista Neurosurgery che hanno analizzato i risultati dello studio scientifico catanese, l’importanza di poter eseguire una Tac al cervello durante l’intervento chirurgico, a paziente con cranio ancora aperto, è quella di importare le nuove immagini appena acquisite sui sistemi di neuronavigazione, di verificare l’estensione della resezione tumorale visualizzando l’assenza di aree tumorali ancora fluorescenti e di controllare costantemente mediante le tecniche di mappaggio cerebrale corticale e sottocorticale che il chirurgo non stia danneggiando aree del cervello funzionalmente eloquenti (le aree che controllano la parola e il movimento degli arti). Tutti elementi che indiscutibilmente conferiscono beneficio clinico al paziente. 

Il professore Barbagallo ha precisato che “nonostante i brillanti risultati raggiunti con questo studio, nessuno è ancora in grado in ambito internazionale di curare definitivamente un paziente affetto da glioblastoma cerebrale, proprio per le caratteristiche biologiche dello stesso tumore, e sarà ancora necessario continuare con la ricerca di nuove soluzioni terapeutiche, anche di tipo non chirurgico, che consentano di aggredire in modo multidisciplinare la malattia".

In conclusione, l’utilizzo routinario delle moderne tecniche sopradescritte e i risultati clinici ufficialmente riconosciuti anche in ambito internazionale, insieme con la possibilità di applicare in casi selezionati anche la chirurgia cerebrale a paziente completamente sveglio (awake surgery), pongono la Clinica Neurochirurgica del Policlinico Universitario di Catania tra le strutture sanitarie più accreditate per offrire il trattamento chirurgico dei tumori cerebrali più moderno e tecnologicamente avanzato.                                                                                     






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