Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
domenica, 19 novembre 2017

Pubblicato: 04/04/2016

Migrante ferito a Ballarò

Individuato il 28enne che sabato ha sparato ad un giovane gambiano. Il comune di Palermo si costituirà parte civile nel processo. Il sindaco Orlando: "La nostra città non tollera atti di violenza a sfondo razzista"

PALERMO - "Gli autori dell'aggressione a Yusupha Susso,un giovane del Gambia che vive a Palermo, sono già stati individuati dalle forze dell'ordine. Il Comune di costituirà parte civile nel processo".

Lo scrive, in una nota, l'amministrazione comunale. Ieri era stato fermato per il tentato omicidio Emanuele Rubino, 28 anni. Sabato alcuni giovani palermitani hanno aggredito Susso.

"La nostra città e la sua amministrazione - ha detto il sindaco Leoluca Orlando - non tollerano e mai tollereranno atti di violenza da parte di chiunque a danno di chiunque e ancor di più quanto questi hanno uno sfondo razzista e mafioso. Siamo e saremo a fianco di tutti coloro che non abbassano la testa di fronte alla violenza e alla cultura del branco, così come siamo a fianco delle Forze dell'ordine"

Secondo una ricostruzione della polizia, in seguito a una lite nata per futili motivi fra tre ragazzi originari del Gambia e alcuni giovani del quartiere, Rubino avrebbe inseguito Susso, esplodendo un colpo di pistola e ferendolo alla testa. Il proiettile, di piccolo calibro, è entrato e uscito dal capo della vittima senza procurarne la morte. Lo straniero, ricoverato d'urgenza, si trova ancora in coma farmacologico. La prognosi resta riservata.

Le indagini hanno consentito agli investigatori di disvelare uno spaccato sociale fatto di prepotenza e sopraffazione in cui una persona rischia di perdere la vita solo per avere osato reagire ad angherie e a una vera e propria aggressione da parte del branco.

La vittima, sabato scorso, in compagnia di due connazionali, si trovava nel quartiere Ballarò. Mentre i tre stavano percorrendo uno dei vicoli della zona, sono stati urtati da un giovane a bordo di uno scooter. Gli stranieri hanno chiesto al motociclista di fare maggiore attenzione ma questi, raggiunta via Maqueda, ha posizionato la moto in modo da ostruire la strada e affrontare i tre giovani. Nel giro di pochi minuti, diverse persone della zona hanno fatto gruppo, hanno circondato i malcapitati, i toni si sono accesi e uno dei ragazzi è stato colpito. L'aggressione ha provocato l'energica reazione di Susso.

Rubino avrebbe seguito tutte le fasi della lite, in modo da controllare cosa stesse accadendo, dopodiché si sarebbe allontanato per fare ritorno, armato, pochi minuti dopo. Il giovane, poi, avrebbe percorso con la pistola in pugno un tratto di circa cento metri della centralissima via Maqueda, noncurante delle numerose persone che affollavano il centro il sabato pomeriggio, seminando panico tra turisti e passanti. Dopo un breve inseguimento, in via Fiume, si è consumato il delitto: un colpo di pistola all'indirizzo di Susso. Il giovane africano, miracolosamente, non ha perso la vita anche se viene tenuto dai medici in coma farmacologico.

Pur nelle difficoltà di un contesto sociale dove quasi nessuno vede e sente nulla, gli agenti in meno di 24 ore sono riusciti, incrociando le poche testimonianze raccolte con alcune immagini di videosorveglianza, a identificate l'autore del tentato omicidio che è stato condotto nel carcere Pagliarelli, in regime di isolamento.




Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.