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mercoledý, 22 febbraio 2017

"A rischio povertÓ il 40% dei siciliani"

Dati Cisl: il 26% si trova in gravi condizioni di deprivazione, Palermo Ŕ il terzo comune italiano per numero di senza dimora

PALERMO - In Sicilia il 40,1% delle persone è a rischio povertà e il 26% si trova in gravi condizioni di deprivazione. Inoltre Palermo, con il 5,7%, è il terzo comune d'Italia dopo Milano e Roma per numero di senza dimora. Sono alcuni dei dati emersi durante l'incontro su "Vecchie e nuove povertà, superare l'assistenzialismo, promuovere l'autonomia", organizzato dalla Cisl Palermo-Trapani presso l'ex Noviziato dei Crociferi, nel capoluogo siciliano.

Presenti, tra gli altri, il segretario generale Cisl Sicilia Mimmo Milazzo, il segretario confederale Cisl Maurizio Bernava, il segretario generale Cisl Palermo Trapani Daniela De Luca, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e gli assessori comunali alla Cittadinanza Sociale Agnese Ciulla e alle Attività Produttive Giovanna Marano.

Secondo le stime del sindacato, nel 2015 a Palermo oltre tremila persone hanno chiesto l'intervento dei centri d'ascolto e servizi-segno per le diverse situazioni di povertà, esclusione sociale e disagio della Caritas, ma è ben più alto il numero delle persone, quasi 30 mila, che hanno ricevuto l'assistenza alimentare tra Palermo e provincia (18.500 in città, dei quali oltre 16mila gestiti direttamente dalla Caritas, e 10.500 in provincia), mentre a Trapani sono stati 10mila.

A incidere fortemente nell'aumento del disagio sociale è il dato della disoccupazione: se la media nel capoluogo siciliano è del 23,16% - aumentata nell'ultimo anno di tre punti percentuali - quella dei giovani è salita a quasi il 60%. A Trapani i giovani senza lavoro sono oltre il 50% e la media è del 20,6%. Di contro, sostiene la Cisl, "il livello dei servizi sociali non è adeguato. Mense e accoglienze notturne rappresentano appena l'1,3% a Palermo e il 4,6% in tutta la Sicilia.

La perdita di un lavoro stabile, insieme alla separazione dal coniuge, si confermano come gli eventi più rilevanti nel percorso di progressiva emarginazione che conduce alla condizione di senza dimora e di nuovo povero. A fornire assistenza sono soprattutto le associazioni di volontariato. La Caritas, ad esempio, dove le persone registrate a Palermo nel 2015 sono state 3.038, alle quali è necessario aggiungere gli immigrati accolti durante i 19 sbarchi avvenuti nello stesso anno, ossia circa 1.700.

Nel 2015, ancora, a Palermo sono aumentate le problematiche abitative causate da sfratti per morosità incolpevole. Si tratta di famiglie che a causa della perdita di lavoro, di un lutto o di una situazione di grave malattia non riescono più a pagare un affitto. Ad aver chiesto un alloggio sono state 495 persone, il servizio mensa oltre 500. Ad aggravarsi, dunque è la situazione debitoria.

Stesso quadro a Trapani dove, solo lo scorso anno, hanno ricevuto assistenza presso gli sportelli Caritas 1.873 persone e hanno ricevuto la distribuzione di alimenti 9.501 persone. Secondi i dati del Comune di Palermo, i nuclei familiari in graduatoria per l'emergenza abitativa al febbraio 2016 sono 1.602. L'assistenza economica straordinaria per il 2014/15 ha visto il pagamento di 500 contributi, mentre per il 2015/16 sono state circa 2.000 le richieste.

Il bonus sociosanitario nel 2016 è giunto a 3.448, di cui 2.892 a Palermo e 466 nei comuni del distretto sociosanitario. La social card nel 2014/15 ha riguardato 1.511 persone. Secondo un'analisi della Cisl, nel 2014 il Comune di Palermo ha speso per le politiche sociali quasi 45 milioni di euro, con una riduzione rispetto agli anni precedenti del 24%.




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