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mercoledì, 07 dicembre 2016

Pubblicato: 27/03/2016

"Terrorismo è violenza cieca"

Vaticano blindato per le celebrazioni pasquali. Controlli capillari con i metal detector. Papa Francesco nel messaggio Urbi et Orbi: "Vicino alle vittime"

ROMA - Papa Francesco, nel giorno della Risurrezione del Signore, ha presieduto sul sagrato della Basilica Vaticana la solenne celebrazione pasquale. La vigilanza nella piazza e nelle vie limitrofi è massima, controlli capillari con i metal detector. Alla celebrazione, cominciata con il rito del 'Resurrexit', hanno partecipano fedeli romani e pellegrini provenienti da ogni parte del mondo in occasione delle feste pasquali.

In mattinata il tweet di Bergoglio sul suo account @Pontifex. "Gesù Cristo è risorto! L'amore ha sconfitto l'odio, la vita ha vinto la morte, la luce ha scacciato le tenebre!".

Nel messaggio Urbi et Orbi il papa ha ricordato le vittime del terrorismo. "Il Signore Gesù, nostra Pace, che risorgendo ha vinto il male e il peccato, stimoli in questa festa di Pasqua la nostra vicinanza alle vittime del terrorismo, forma cieca ed efferata di violenza che non cessa di spargere sangue innocente in diverse parti del mondo, come è avvenuto nei recenti attentati in Belgio, Turchia, Nigeria, Ciad, Camerun e Costa d'Avorio".

E ancora un pensiero ai migranti e ai profughi: "Il Cristo risorto, annuncio di vita per l'intera umanità, si riverbera nei secoli e ci invita a non dimenticare gli uomini e le donne in cammino alla ricerca di un futuro migliore, schiera sempre più numerosa di migranti e di rifugiati - tra cui molti bambini - in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla povertà e dall'ingiustizia sociale. Questi nostri fratelli e sorelle, sulla loro strada incontrano troppo spesso la morte o comunque il rifiuto di chi potrebbe offrire loro accoglienza e aiuto". 

"L'appuntamento del prossimo Vertice Umanitario Mondiale - ha detto papa Francesco nel messaggio Urbi et Orbi - non tralasci di mettere al centro la persona umana con la sua dignità e di elaborare politiche capaci di assistere e proteggere le vittime di conflitti e di altre emergenze, soprattutto i più vulnerabili e quanti sono perseguitati per motivi etnici e religiosi".

Il Pontefice ha ricordato in particolare "i nostri fratelli e sorelle che sono perseguitati per la fede e per la loro fedeltà al nome di Cristo". E parlando della terra "tanto maltrattata e vilipesa da uno sfruttamento avido di guadagno, che altera gli equilibri della natura", ha fatto riferimento a "quelle aree colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici, che non di rado provocano siccità o violente inondazioni, con conseguenti crisi alimentari in diverse parti del pianeta". L'incoraggiamento del Papa è andato infine "a quanti nelle nostre società hanno perso ogni speranza e gusto di vivere, agli anziani sopraffatti che nella solitudine sentono venire meno le forze, ai giovani a cui sembra mancare il futuro".




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