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venerdì, 02 dicembre 2016

Pubblicato: 24/03/2016

Bruxelles, si cerca Patricia Rizzo

Sono ancora una ventina i dispersi dopo gli attentati, tra questi anche l'impiegata della Erc la cui famiglia è originaria di Calascibetta. I familiari: "Continuiamo a sperare che tutto finisca bene"

Due giorni dopo gli attentati Bruxelles, il bilancio ufficiale delle vittime è di 31 morti e 300 feriti. Lo scrive Le Soir aggiungendo che ancora 150 persone sono ricoverate in ospedale, 61 delle quali in terapia intensiva. Fra loro vi sono quattro feriti in coma che non sono stati identificati. Fra i feriti non belgi, vi sono 40 nazionalità, fra cui 11 francesi (quattro sono gravi), una decina di americani, una ventina di portoghesi, almeno otto tedeschi, degli spagnoli, dei rumeni, degli ungheresi e dei britannici.

Al momento sono circa una ventina le persone disperse, fra cui l'italiana Patricia Rizzo. Molti familiari dei dispersi hanno postato le loro immagini sul web o attaccato le loro foto sui muri di Bruxelles, specialmente a place de la Bourse, diventata luogo della memoria degli attentati. I parenti senza notizie dei loro cari vengono accolti all'ospedale militare di Neder-Over-Heembeek, dove è al lavoro una squadra di specialisti nell'identificazione delle vittime.

"Quando ho saputo dell'attentato a Bruxelles ho provato a mettermi in contatto con mia cugina Patricia. Ma lei non ha risposto alle mie chiamate cosi ho chiamato i miei zii e ieri ho poi saputo che Patricia non si trovava" spiega Mario Niffeci 50 anni in servizio nei carabinieri di Enna, cugino di Patricia Rizzo.

Sposata e madre di un figlio, Patricia è nata in Belgio dove la madre si trasferì a soli 16 anni con la famiglia. La donna che risulta attualmente dispersa era stata a Calascibetta, il suo paese d'origine, in vacanza, lo scorso agosto. "Mia nonna e suo padre erano fratelli, ma a parte la parentela siamo stati sempre in ottimi rapporti. Loro ogni estate vengono a Calascibetta".

"I miei zii sono sconfortati - aggiunge Niffeci - sono in una stanza in un ospedale di Bruxelles, insieme agli altri parenti dei feriti che attendono gli aggiornamenti. Continuiamo a sperare che tutto finisca bene e che Patricia sia in uno dei 25 ospedali dove sono disseminati gli oltre 300 feriti".

Sul proprio account twitter la Erc Europe, l'agenzia europea che si occupa di ricerca, l'organizzazione in cui lavora l'italiana si legge: "La nostra cara collega Patricia Rizzo risulta ancora scomparsa, siamo vicini alla sua famiglia in questi momenti terribili".

"Solare, estremamente professionale, molto cordiale e sempre disponibile" ad aiutare: così una collega dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma (Efsa), che preferisce mantenere l'anonimato, descrive Patricia, che era stata all'Efsa dal 2003 al 2008, nel ruolo di assistente dell'allora direttore esecutivo dell'Authority Geoffrey Podger.




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