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giovedì, 25 agosto 2016

"Mercati agricoli siciliani in crisi
dall'Ue no a clausola di salvaguardia"

L'eurodeputato Giuffrida: "Sarebbe servita a preservare tanti produttori locali dagli effetti nefasti che sta producendo l'accordo con il Marocco"

CATANIA - "Il Commissario europeo per l'Agricoltura, Phil Hogan, ha detto no alla attivazione della clausola di salvaguardia che avevo chiesto con una specifica interrogazione per preservare i mercati agricoli del Sud Europa dagli effetti nefasti che sta producendo l'accordo euromediterraneo con il Marocco, siglato nel 2012".

Secondo Michela Giuffrida, eurodeputata del Pd e membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, "quell'accordo, soprattutto nell'ultimo anno, ha creato forti squilibri al mercato agricolo siciliano, sia quello agrumicolo che ortofrutticolo. La caduta dei prezzi del pomodoro nostrano di più del 40% negli ultimi mesi del 2015 e nei primi mesi del 2016 ha acuito una crisi già evidente e rende ora necessario attivare, prima che sia troppo tardi, misure urgenti che salvino un comparto ormai allo stremo".

"Proprio per questo - precisa Giuffrida - ben consapevole della non più sostenibile situazione di agricoltori e produttori di una terra a fortissima vocazione agricola, e dove opera il più importante mercato ortofrutticolo del Sud, avevo presentato nei primi giorni di febbraio l'interrogazione alla Commissione Europea che denunciava la massiccia impennata di prodotti agricoli marocchini esportati in Europa, stimata da alcune organizzazioni spagnole addirittura nel 75% in più rispetto all'anno precedente".

"Con l'interrogazione - spiega l'eurodeputata - chiedevo al Commissario Hogan che applicasse senza indugi la clausola di salvaguardia prevista dall'accordo stesso che scatta quando un prodotto è importato in quantità maggiorate e in condizioni tali da  provocare o minacciare di provocare pregiudizio grave ai produttori o gravi problemi in qualsiasi settore dell'economia".

"Dunque - si chiede Giuffrida - dobbiamo arrenderci? Tutt'altro! E' invece il momento di rilanciare e combattere con forza, con il sostegno del Governo, delle associazioni di categoria, dei produttori e degli agricoltori perché la Commissione europea torni sui suoi passi con nuovi dati che il Governo italiano è pronto a fornire".




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