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sabato, 25 marzo 2017

Ictus: ridurre il tempo di intervento è il miglior farmaco

Nuccio Sciacca / 
La Settimana del cervello fino al 20 marzo. A Palermo e Messina le principali iniziative culturali siciliane

Tempo È Cervello. E’ lo slogan della VI edizione della Settimana Mondiale del Cervello, promossa in Italia dalla Società Italiana di Neurologia (Sin), che si celebra dal 14 al 20 marzo.

A Palermo (15/3) all’istituto “Giuseppe Scelsa” il professor Vincenzo La Bella parla delle nuove frontiere delle neuroscienze e del sistema computer-cervello, al “Galilei” (17/3) la professoressa Rossella Spataro sulle neuroscienze della notte, dormire e sognare, a Messina l’Irccs Bonino Pulejo organizza tutta la settimana incontri nelle scuole superiori su tematiche collegate al cervello che riguardano i rischi del mondo dei giovani, quali la prevenzione legata all’uso del casco, alla corretta alimentazione ed all’attività fisica, l’uso di sostanze stupefacenti, dipendenze dai videogiochi e nuove dipendenze, ed al Centro di Medicina del sonno dell’Aou Policlinico (18/3) un open day organizzato dalla professoressa Rosalia Silvestri.

Con il tema di quest’anno, la Sin intende declinare il rapporto tra il tempo e le malattie neurologiche, non solo con riferimento all’urgenza, ma anche all’esigenza di diagnosi tempestive e di soluzioni anticipatorie nelle malattie croniche.

“Il fattore tempo – sostiene il prof. Leandro Provinciali, presidente della Sin – è cruciale in medicina e, in particolare, in ambito neurologico; il neurologo, infatti, lotta contro il tempo per limitare i danni al cervello, nel vero senso della parola. La rapidità e l’accuratezza dell’intervento neurologico, subito dopo la comparsa dei primi sintomi, consentono di ridurre o annullare i danni che spesso condizionano fortemente la qualità di vita dei malati. Oltre a ciò, la diagnosi precoce risulta preziosa in molte malattie: ad esempio, nella Malattia di Parkinson e nella Sclerosi Multipla è basilare per mettere in atto una strategia terapeutica che possa cambiare la storia naturale della malattia, tenendo sotto controllo i sintomi”.

Tempo e cervello spiega, in senso più neuroscientifico, la percezione che il cervello ha del tempo; questa avviene in relazione al succedersi delle informazioni che giungono al cervello e al loro progressivo cambiamento. Una parte del nostro cervello, il lobo frontale, è in grado di riconoscere la “sequenza temporale degli eventi” cioè la capacità di identificare quali condizioni sono giustificate da eventi che debbono verificarsi prima, per poter rendere possibile l’evento successivo. Oltre a tale meccanismo, basato su una “sequenza logica”, può essere utilizzato un secondo meccanismo correlato alla cronologia degli eventi, cioè quanto avviene in certi momenti della giornata, della settimana, del mese o dell’anno interessato.

Il Tempo è cervello nelle patologie neurologiche: la nuova frontiera per la cura dell’ictus ischemico in fase acuta è la combinazione di trombolisi sistemica e trombectomia meccanica. L’efficacia della terapia dipende dal tempo e qualifica l’ictus come un’emergenza tempo-dipendente. In particolare, la trombectomia meccanica dovrebbe essere eseguita il più precocemente possibile e potenzialmente entro le 6 ore dall’esordio dei sintomi. Nella comunità scientifica è diffuso, nell’ambito delle emergenze tempo dipendenti, il concetto di ritardo evitabile inteso come momento organizzativo alla base dell’esito clinico.

Il recupero del ritardo evitabile si fonda sull’efficienza organizzativa del percorso clinico del paziente con ictus acuto. In questo scenario, risulta necessario riorganizzare il sistema di cura del nostro Paese per garantire a tutti i pazienti candidati la miglior cura possibile. La malattia di Alzheimer si manifesta clinicamente con iniziali disturbi di memoria episodica, cioè della capacità di ricordare eventi legati ad un preciso riferimento temporale, cui si associano nel corso del tempo disturbi del linguaggio, dell’orientamento, delle capacità di ragionamento, critica e giudizio, con perdita progressiva dell’autonomia funzionale.

Con il termine demenza si intende proprio la perdita di autonomia, mentre per descrivere i disturbi iniziali di memoria, con autonomia interamente conservata, si parla di disturbo cognitivo lieve o “Mild Cognitive Impairment (Mci)”. Questa condizione, diagnosticabile con opportune valutazioni neuropsicologiche, spesso precede di alcuni anni la demenza vera e propria. Sappiamo inoltre che il processo patologico che colpisce il cervello e che è responsabile della manifestazione clinica di Mci e poi di demenza precede di vari anni queste condizioni cliniche.

Una delle scoperte più importanti degli ultimi anni è rappresentata dalla dimostrazione che il processo neurodegenerativo alla base della Malattia di Parkinson inizia molti anni prima della comparsa dei sintomi motori e che, spesso, durante questa lunga fase possono essere presente manifestazioni non motorie. Queste scoperte hanno una notevole rilevanza poiché se si riuscirà a individuare i soggetti a rischio di sviluppare la malattia si potrà intervenire precocemente con farmaci neuroprotettivi.

La Sclerosi Multipla è una malattia che oggi è relativamente agevole identificare, se si è in grado di valorizzare i sintomi specifici e si effettuano e interpretano correttamente gli esami di laboratorio, come la Risonanza Magnetica, l’esame liquorale, la neurofisiologia, che dimostrano l’interessamento diffuso su base autoimmune del sistema nervoso.

E’ stato dimostrato che iniziare una terapia precocemente causa, a distanza di tempo, un minor accumulo di disabilità e una maggiore autonomia. Al contrario, ritardare l’inizio di una terapia, può essere responsabile della comparsa di disturbi non più reversibili e recuperabili. Comprendere in tempi brevi che la terapia effettuata non è pienamente efficace e, quindi, cambiare la cura utilizzando strategie terapeutiche più incisive, può essere cruciale per mantenere condizioni di salute compatibili con una vita pressoché normale.

Una diagnosi precoce delle patologie neurologiche è necessaria per l’avvio di un tempestivo trattamento terapeutico. Il mondo delle terapie dedicate alle Malattie del Sistema Nervoso, con particolare riferimento a quelle del cervello, hanno assunto particolare rilievo nel corso degli ultimi anni in ragione della grande rilevanza sociale, anche in rapporto all’aumentata sopravvivenza e alla conseguente crescita delle malattie neurodegenerative.

Nell’ambito dell’epilessia molti farmaci sono stati introdotti sul mercato nel corso degli ultimi anni, rivolti soprattutto alle forme farmaco resistenti o alle condizioni più gravi di malattia. Tali farmaci sono caratterizzati da un meccanismo d’azione differenziato a seconda della molecola interessata (ruffinamide, perampanel, retigabina) e possono offrire soluzioni significative nelle forme attualmente non responsive ai trattamenti tradizionali.

Particolare rilievo hanno infine approcci sperimentali o innovativi quali quelli basati sull’uso della cannabis Nella Malattia di Parkinson particolare interesse ha destato recentemente l’uso della caffeina per le possibilità di miglioramento delle condizioni generali in presenza di particolari complicanze. Oltre a ciò, sono in fase di lancio alcune combinazioni di L-dopa utili a prolungare l’efficacia del farmaco e, in particolare, viene segnalata la possibilità di somministrazione transdermica di carbidopa utilizzando un apposito dispositivo.






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