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martedì, 06 dicembre 2016

"Marciume" all'Anas: tra i 19 arrestati
i catanesi Costanzo e Bosco

Accusati di corruzione dirigenti e titolari di aziende appaltatrici di opere pubbliche. Coinvolti i due imprenditori etnei già ai domiciliari e un politico di Forza Italia, nel mirino anche lavori in Sicilia

ROMA - Ci sono anche gli imprenditori catanesi Mimmo Costanzo e Concetto Bosco tra le 19 persone coinvolte 'Dama Nera 2' della Procura di Roma su presunte tangenti all'Anas. Il reato ipotizzato è di corruzione e turbativa d'asta. A entrambi sono stati notificati gli arresti domiciliari, misura a cui sono già sottoposti. 

Al centro delle indagini un appalto che era stato trattato anche dall'inchiesta Dama Nera 1: la gara indetta dall'Anas per la realizzazione di lavori di adeguamento strutturale e messa in sicurezza dell'Itinerario Basentano, compreso il raccordo autostradale Sicigano-Potenza. Secondo l'accusa avrebbero versato 200.000 euro a due funzionari dell'Anas, Antonella Accroglianò e Oreste De Grossi, quest'ultimo anche nel ruolo di presidente della commissione di gara. Un sequestro per equivalente è stato disposto dal Gip Giulia Proto nei confronti dei quattro indagati.

I soldi sarebbero serviti, si legge nell'ordinanza, per "l'ottenimento dei pagamenti pretesi da Tecnis e Cogip infrastrutture nei confronti di Anas nonché alla rapida definizione del procedimento di 'presa d'attò della cessione relativa alla variante di Morbengo". Nell'inchiesta è indagato anche Giuseppe Luigi Meduri, indicato come 'mediatorè degli interessi delle due imprese che avrebbe ottenuto che "la Accorglianò si interessasse per fare assumere all'Anas due persone a lui riferibili". Secondo l'accusa, l'Ati risulta vincitrice della gara era stata ammessa con riserva per carenze documentali e rientrava, con altri concorrenti, nell'"area di anomalia". La commissione aveva poi aggiudicato l'appalto in via provvisoria perché, eseguita la 'verifica di congruità', il ribasso offerto risultava 'giustificato'.

"Un fatto già affrontato e chiarito. La Tecnis aveva vinto la gara, anche volendo, in astratto, quindi, non aveva bisogno di pagare. È estraneo a queste e a tutte le accuse mosse, e lo dimostreremo", afferma l'avvocato Attilio Floresta che assiste Costanzo.

COINVOLTO UN POLITICO DI FORZA ITALIA. Oltre 250 i finanzieri di Roma che oggi hanno eseguito oltre 50 perquisizioni e arrestato 19 tra dirigenti e funzionari di Anas, imprenditori titolari di aziende appaltatrici di opere pubbliche e un avvocato. Coinvolto anche un politico, Marco Martinelli, attuale parlamentare di Forza Italia. Gli sarebbe stato notificato un avviso di garanzia.

Sono stati sequestrati circa 800 mila euro derivanti da delitti di corruzione. L'operazione "Dama nera" aveva contato 10 arresti a ottobre scorso, consentendo di accertare un sistema corruttivo 'sistemico'. Sono 36 gli indagati coinvolti che favorivano l'aggiudicazione di gare d'appalto a determinate imprese, velocizzavano l'erogazione dei pagamenti, sbloccavano contenziosi senza penali, assicuravano indebiti indennizzi in relazione a procedure di esproprio, aiutavano a ottenere fondi maggiorati illecitamente.

"Il mercimonio della pubblica funzione e la sistematicità sono stati i tratti essenziali che hanno caratterizzato, per anni, l'operato dei pubblici funzionari infedeli oggi arrestati", dice la guardia di finanza. In cambio degli illeciti i dirigenti Anas e gli esponenti politici indagati hanno ottenuto utilità dai titolari di aziende affidatarie di commesse di opere pubbliche di interesse nazionale per 800 mila euro.

L'APPALTO IN SICILIA E IL MARCIUME DIFFUSO. In particolare il politico indagato, in virtù del ruolo istituzionale ricoperto, avrebbe garantito al titolare di un'importante impresa la nomina di un presidente di gara "non ostile", tant'è che l'imprenditore si aggiudicava l'importante appalto in Sicilia. 

Tra gli appalti oggetto di corruzione: l'itinerario basentano (compreso il raccordo Sicignano-Potenza), la statale Centrale Sicula, la Barese e 268 del Vesuvio, la nuova sede Anas di Campobasso. 'Un marciume diffuso', scrive il gip, "sconvolgente per la facilita' d'intervento del sodalizio".

Le perquisizioni sono state effettuate in Lazio, Sicilia, Calabria, Puglia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Veneto, Molise e Campania; passate al setaccio le sedi Anas di Roma, Milano e Cosenza.

TUTTI I NOMI. In carcere sono finiti Oreste De Grossi, Giovanni Parlato e Sergio Lagrotteria; gli arresti domiciliari sono invece stati disposti per la Dama Nera, Antonella Accroglianò, Concetto Bosco Lo Giudice, Emiliano Cerasi, Giuseppe Colafelice (attualmente all'estero), Francesco Domenico Costanzo, Antonino Ferrante, Vincenzo Loconte, Carmelo Misseri, Andrea Musenga, Elisabetta Parise, Giuseppe Ricciardello, Vito Rossi, Giovanni Spinosa, Paolo Tarditi, Antonio Valente, Sergio Vittadello.




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