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mercoledì, 01 giugno 2016

Il Tribunale di Messina boccia l'Italicum

Accolti 8 dei 13 motivi di incostituzionalità proposti dai ricorrenti. Legge elettorale rinviata alla Consulta

ROMA - Il tribunale di Messina ha rinviato alla Corte costituzionale l'Italicum, facendo propri 8 dei 13 motivi di incostituzionalità proposti dai ricorrenti. I ricorsi erano stati presentati in più tribunali italiani.

L'Italicum è stato approvato dal Parlamento il 4 maggio scorso e la sua entrata in vigore è prevista per luglio 2016. Il ricorso presentato a Messina è uno dei 18 depositati presso diversi tribunali italiani. Un'iniziativa nata nell' ambito del Coordinamento democrazia costituzionale, in cui si è costituito un gruppo di avvocati anti-Italicum coordinati dall' avvocato Felice Besostri, già protagonista della battaglia contro il Porcellum, poi dichiarato incostituzionale dalla Consulta. A curare il ricorso presentato a Messina, l'avvocato e vice-coordinatore del pool, Enzo Palumbo.

Su 13 motivi di incostituzionalità proposti, sei (e non otto, come precedentemente appreso) sono stati fatti propri dal giudice nell'ordinanza di rimessione, e tra questi - spiega lo Besostri - anche quelli relativi al premio di maggioranza e alla mancanza di soglia minima per il ballottaggio.

Nell'ordine i dubbi di costituzionalità riguardano: il "vulnus al principio di rappresentanza territoriale"; il "vulnus al principio di rappresentanza democratico", punto connesso col premio maggioranza; la "mancanza di soglia minima per accedere al ballottaggio"; la "impossibilità di scegliere direttamente e liberamente i deputati", questione legata ai capilista; le "irragionevoli soglie di accesso al Senato residuate dal Porcellum"; la "irragionevole applicazione della nuova normativa limitata solo alla Camera dei Deputati, a Costituzione invariata", e non al Senato.




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