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mercoledì, 07 dicembre 2016

Pubblicato: 20/02/2016

Addio a Umberto Eco

Mondo della cultura in lutto per la scomparsa dello scrittore, filosofo e semiologo. Aveva 84 anni

ROMA - Addio a Umberto Eco. Con lui il mondo della cultura perde una delle sue figure di spicco. Filosofo e semiologo - padre della semiotica interpretativa -, ma anche saggista prolifico e professore emerito dell'Università di Bologna oltre che fondatore del dipartimento della Comunicazione dell'Università di San Marino. E' morto giovedì sera, all'età di 84 anni, e la notizia in pochi minuti ha fatto il giro del mondo ed è diventata l'apertura di tutti i siti di informazione internazionale. 

Eco era nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932. Tra i suoi maggiori successi letterari "Il nome della rosa" del 1980 e "Il pendolo di Foucault" (1988). Il suo ultimo libro, "Anno zero", è stato pubblicato lo scorso anno da Bompiani. Oltre che di romanzi di successo internazionale, nella sua lunga carriera Eco è stato autore di numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia.

Il successo planetario del semiologo imprevedibile arrivò da subito con il suo primo romanzo, Il nome della rosa, uscito nel 1980, un volumone di 618 pagine seguito poi dall'altrettanto monumentale Il pendolo di Focault dell'88, che costruiscono entrambi complesse vicende misteriche, dall'indagine poliziesca a quella esoterica, per mostrare come da tutto questo l'unico mezzo per salvarsi è quello di usare la ragione, sapendo che ciò non porta necessariamente alla verità.

Iniziò a interessarsi all'influenza dei mass media nella cultura di massa a partire dalla fine degli anni '50. Mentre dal 2010 divenne socio dell'Accademia dei Lincei per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Decine i messaggi di cordoglio dal mondo della cultura, della politica, delle istituzioni, dell'arte e della musica, ma sono centinaia e centinaia quelli lasciati sui social dalla gente comune che ricordano Eco postando alcune citazioni. La più ricordata è quella che forse meglio rappresenta il motivo per cui uno scrittore, non certo semplice, sia oggi ricordato come una rockstar: "Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni".







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