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martedì, 27 settembre 2016

Pubblicato: 19/02/2016

Catania, polemica sui terreni alla Sac

Interpellanza del consigliere Notarbartolo (Pd): "Rischio svendita di un bene pubblico". La replica dell'amministrazione: "Costo determinato da perito tribunale"

CATANIA - L'operazione con cui il Comune di Catania ha deliberato la vendita alla Sac di un terreno da 45 mila metri quadri nella zona dell'aeroporto Fontanarossa, in cambio dell'acquisizione di un pacchetto azionario della stessa società di gestione dello scalo etneo, rischia di rappresentare una “svendita di un bene pubblico, che provocherebbe un depauperamento del patrimonio del tutto incomprensibile”.

L'ALLARME. A lanciare l'allarme è il consigliere comunale del Partito Democratico, Niccolò Notarbartolo, che ha depositato una interpellanza con cui chiede all'amministrazione comunale chiarimenti sulla cessione di una vasta area comunale alla Sac. “Il 15 dicembre scorso la Giunta comunale ha deliberato la cessione alla Società Aeroporto Catania spa delle aree a ridosso dello scalo, a fronte dell'acquisizione di un pacchetto azionario della stessa Sac” esordisce Notarbartolo, che spiega: “La Giunta ha determinato in 6 milioni 341 mila euro il valore delle aree da cedere, circa 45 mila metri quadri, senza però stabilire in alcun modo la quantità e il prezzo delle azioni della Sac da ricevere in cambio, autorizzando genericamente solo il pagamento di un sovrapprezzo delle azioni, senza che lo stesso fosse stato determinato e lasciandone quindi la sua valorizzazione alla controparte Sac, senza alcun controllo pubblico che dia garanzia del rispetto dei valori di mercato”.

Ma la contropartita, per il consigliere Pd, sarebbe poco rilevante: “Autorizzando la cessione delle aree e l'ingresso del Comune nella compagine sociale della Sac, sicuramente in una percentuale di due o al massimo tre punti percentuali, in nessun modo nella stessa deliberazione di Giunta si fa riferimento alla partecipazione del Comune alla governance della società”.

Ciò a fronte della cessione di un terreno da cedere il cui valore, “dato anche lo sfruttamento ipotizzabile a fini commerciali (parcheggi, alberghi, aree commerciali e così via) alla luce del recente piano di sviluppo aeroportuale, risulta particolarmente rilevante – sottolinea Notarbartolo – mentre la contropartita che si ottiene dalla cessione, ossia una partecipazione azionaria irrisoria e del tutto ininfluente per la definizione delle scelte societarie, appare del tutto inadeguata”.

Inadeguata oltre che inopportuna, per il consigliere dei Democratici, è la delibera di Giunta di dicembre perché “trae origine da decisioni adottate un decennio fa da un Consiglio comunale fondato su maggioranze e indirizzi politici differenti all'attuale, ma anche in momenti socio-politici e di sviluppo economico totalmente diversi in termini di piano di sviluppo infrastrutturale e di passeggeri in transito dall’aeroporto, ma soprattutto su un quadro societario profondamente diverso dall’attuale, scaturito a seguito dell’accorpamento ormai prossimo delle Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa e dell’istituzione della Città Metropolitana”.

Nella sua interrogazione, dunque, Notarbartolo chiede all'amministrazione comunale di “sottoporre all'attuale Consiglio Comunale ogni decisione in merito all'utilizzo delle aree di proprietà comunale limitrofe all'aeroporto Vincenzo Bellini di Catania e alla loro giusta valorizzazione” e di “revocare l’atto deliberativo 187 del 2015 che di fatto si limita a prendere atto di quella che alla luce della inadeguata contropartita appare come una svendita di un bene pubblico che si inquadra in una politica di depauperamento del patrimonio pubblico del tutto incomprensibile”.

LA REPLICA. L'Amministrazione comunale, con una propria nota, sottolinea il proprio stupore. "Visto che il consigliere Notarbartolo - è scritto nella nota dell'Amministrazione - è uomo di grande intelligenza oltre che di meticolosità e imparzialità, non possiamo che pensare che abbia letto in modo un po' troppo frettoloso la delibera, nella quale veniva spiegato chiaramente come il costo del terreno fosse stato determinato non dalla Giunta bensì da un perito nominato dal Tribunale in modo assolutamente chiaro e imparziale".

LA CONTROREPLICA. “Credo sia utile precisare che, sebbene i tecnici degli uffici della Direzione Patrimonio del Comune abbiano determinato in data 11.06.2015 il valore dei terreni in 9.725.080,08 euro, definendo tale cifra "assai cautelare", io non ho mai contestato il valore dei terreni determinato dalla stima del perito nominato dal Presidente del Tribunale di Catania. Non ne ho gli strumenti e non mi interessa farlo. Ciò che contesto con forza è il conferimento alla società Sac spa di questi terreni a fronte dell'acquisizione di una partecipazione irrilevante al capitale sociale della stessa. Ritengo che 6 milioni 341 mila euro possano trovare impieghi molto migliori e più utili per la collettività rispetto all'acquisto di una partecipazione azionaria risibile ed ininfluente nella definizione delle scelte societarie”.




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