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sabato, 25 giugno 2016

Pubblicato: 15/02/2016

"I tagli stanno uccidendo la cultura"

In commissione bilancio all'Ars fondi ridotti di due milioni di euro. L'allarme delle associazioni: "A rischio la sopravvivenza di molte realtà"

PALERMO - "La commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana ha tagliato di due milioni le assegnazioni alle istituzioni culturali. Questi tagli uccideranno la cultura". Dura presa di posizione di un gruppo di associazioni e di istituti tra cui l'Istituto Gramsci siciliano, il museo Mandralisca, il museo delle marionette "Antonio Pasqualino", la Fondazione Piccolo di Calanovella, la Fondazione Ignazio Buttitta, l'Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici.

"Queste istituzioni sono seriamente preoccupate che i tagli, superiori al 30 per cento rispetto alla dotazione del 2015, mettano a repentaglio la loro stessa sopravvivenza - affermano le associazioni -. Negli ultimi anni le politiche culturali della Regione sono state caratterizzate da una progressiva riduzione dei fondi: da circa 11 milioni si è passati ai 4,5 della proposta attuale destinati non solo alle istituzioni culturali ma anche a soggetti afferenti ad altri settori e ad altri assessorati".

"I fondi sono tra l'altro attribuiti con un sistema farraginoso e complesso - prosegue la nota - che, invece di premiare le poche eccellenze, frammenta le poche risorse impegnate con assegnazioni a una miriade di associazioni dalla incerta valenza culturale e scientifica".

"Le difficoltà delle istituzioni culturali più rappresentative sono accentuate dalle lungaggini burocratiche - sostiene la nota -: ad oggi non hanno ricevuto il saldo del contributo per il 2014 e l'intero 2015".

"Va sottolineato infine che scelte discutibili sottraggono alcuni enti privilegiati alla valutazione del bando pubblico riportando così in vita la famigerata tabella H - concludono le associazioni - la cui abolizione, peraltro parziale, è durata solo un anno. Le istituzioni culturali sottoscritte chiedono che le assegnazioni, già insufficienti nel 2015, siano almeno mantenute come condizione indispensabile per lo svolgimento delle loro attività".




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