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venerdì, 30 settembre 2016

Pubblicato: 13/02/2016

"Chiedo scusa: la casa è abusiva"

Il sindaco di Bagheria scrive sul blog di Grillo dopo le polemiche nate dalla trasmissione Le Iene: "Un far west edilizio, ero convinto che l'iter fosse concluso". E l'assessore all'Urbanistica si dimette

PALERMO - "Nel 1982, quando ancora non ero neanche nato, la mia famiglia costruisce questa casa che, contrariamente a quanto è stato detto, non ricadeva in una zona con vincolo monumentale e viene avviata la pratica per sanarla. Sono stati ottenuti, dal Comune, i pareri favorevoli necessari e sono stati pagati gli oneri concessori. Ero convinto che l'iter fosse concluso, ma in realtà non è così e quindi ho detto un'inesattezza, di cui mi scuso con i cittadini, affermando che la casa fosse sanata".

Dopo le polemiche nate dalla trasmissione le Iene sulla casa abusiva del sindaco, il primo cittadino del M5S di Bagheria, Patrizio Cinque, risponde sul blog di Grillo.
"Ho chiesto io stesso a mio padre di presentare in Comune l'ultimo documento mancante, l'attestazione del silenzio assenso della Sovrintendenza già in suo possesso dal settembre 2012. - aggiunge - Ma a Bagheria, purtroppo, negli uffici tecnici ci sono ben 8.000 pratiche di sanatoria, frutto di decenni di governo della città sull'impronta del far west edilizio. Tra queste c'è anche quella che riguarda il papà dell'assessore all'urbanistica".

"Gli uffici del Comune, a dimostrazione della loro imparzialità hanno esitato negativamente la sua pratica. L'assessore stesso, per fugare ogni ombra, ha deciso di fare un passo indietro rimettendo la delega. E di questo gli do atto - conclude -. Noi cambieremo Bagheria ma, come accade in altri comuni amministrati dal MoVimento 5 Stelle, ci tocca sempre costruire sulle macerie lasciate da governi dissennati di centrodestra o centrosinistra. Sono già allo studio alcuni provvedimenti con i quali renderemo questa città più bella e più vivibile per tutti. Sarà dura, ma ce la faremo, il futuro di Bagheria è già cominciato. In alto i cuori".

E intanto, con una lunga lettera inviata al sindaco, l'assessore all'Urbanistica Luca Tripoli, rimette il mandato. "È venuta meno quella serenità che è presupposto essenziale per svolgere al meglio il mio ruolo ritengo che non sarebbe giusto continuare ad occupare tale ruolo di responsabilità senza la motivazione necessaria", spiega l'assessore.

"Le parole che l'assessore usa nella sua lettera di dimissioni gli fanno onore, dimostra come non sia attaccato a poltrone ma io non ho ancora deciso se accettarle, intendo parlarne anche con il Gruppo  - dice il sindaco - Sono amareggiato per quanto sta accadendo, non voglio che si prendano decisioni in maniera affrettata o perché spinti dal volere porre rimedio ad errori di altri di cui l'assessore Tripoli non ha alcuna responsabilità o perché si cerca un capro espiatorio".




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