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venerdì, 30 settembre 2016

Pubblicato: 04/02/2016

Camilleri re di Girgenti

Allo scrittore novantenne conferita in Campidoglio la cittadinanza onoraria di Agrigento alla presenza del ministro Franceschini

ROMA - A 90 anni Andrea Camilleri è diventato "concittadino di nonno Luigi Pirandello". Con il conferimento della cittadinanza onoraria di Agrigento, oggi in Campidoglio, alla presenza del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, lo scrittore è insomma ora il "re di Girgenti" come chiama Agrigento a cui è sempre rimasto profondamente legato. "Sono nipote di Luigi Pirandello nell'albero genealogico letterario. E considero - ha spiegato Camilleri - mio nonno anche NiKolaj Gogol, un russo. Mi accetterà come nipote?".

Camilleri "è uno dei grandi della letteratura italiana, uno dei più grandi. Questo è il giusto riconoscimento della città di Agrigento, ma la mia presenza qui vuole significare oltre che la mia amicizia, l'affetto e il legame con lui e le sue opere - lo ho conosciuto in qualche tempo lontano, quando ho avuto la fortuna straordinaria di parlargli del mio primo romanzo - il fatto che il riconoscimento di Agrigento è in fondo quello di tutta Italia. È la dimostrazione che la letteratura italiana può essere veicolo vincente nel mondo" ha sottolineato Franceschini.

Il papà del commissario Montalbano, lo scrittore diventato a oltre 70 anni fenomeno letterario inimitabile da oltre 30 milioni di copie con titoli tradotti in tutto il mondo, ha spiegato: "Come si fa a non essere contenti quando un paese ti vuole suo cittadino? È un gesto di affetto e stima che ti onora e nello stesso tempo ti commuove. Non è un riconoscimento letterario, è un riconoscimento umano e questo mi fa assai più piacere".

"Troppi onori. L'onore è il mio" ha aggiunto ringraziando il ministro e il sindaco di Agrigento Lillo Firetto, presente alla cerimonia con il commissario straordinario per la Città di Roma, il prefetto Francesco Paolo Tronca che ha detto "siamo orgogliosi di averla qui, di poterla ospitare in Campidoglio". Camilleri in fondo ci dice, ha spiegato il sindaco Firetto, che "il corso delle cose si può cambiare in un sistema paese che ha voglia di fare meno polemiche e di progredire".

E proprio la strada, la statale 640 "di Porto Empedocle" che attraversa i luoghi dove hanno vissuto autori come Pirandello e Leonardo Sciascia, cambierà nome per chiamarsi 'La Strada degli Scrittori' come ha annunciato il presidente e amministratore delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani.

"Considerato il legame geografico e letterario ma anche biografico ed esistenziale che unisce l'Autore alla città di Agrigento e per il contributo culturale straordinario dato, non solo per le sue opere ma per la geniale invenzione di una 'linguà che ha sdoganato il dialetto trasformandosi in un collante prodigioso che ha tenuta unita dall'estremo Sud al Nord la nostra Nazione" è stato conferito il riconoscimento, si legge in un passo della motivazione letta da Alessio Vassallo, il Mimì Augello del Giovane Montalbano nella serie di Rai1.

"Ad Agrigento - ha spiegato Camilleri - mi sono formato, ho avuto i miei più grandi amici. Ho fatto il liceo classico, avevo due professori degni di essere chiamati maestri. Il loro insegnamento me lo sono portato dentro fino ad oggi. Agrigento è come una nave gigantesca che con la sua prua di templi ha solcato la storia".

Tra ricordi e riflessioni sul presente lo scrittore ha parlato poi della nonna Elvira "che mi ha aperto la fantasia" e dell'editrice Elvira Sellerio che "è stata la persona più sensibile, dopo mia moglie, nei riguardi della mia scrittura. Quella che mi ha dato i consigli più preziosi di cui tengo conto ancora oggi". E delle statue coperte in Campidoglio per la recente visita dei presidente iraniano Hassan Rohani, ha sottolineato: "Per me le possono scoprire come vogliono. Io adoro la nudità dell'uomo e della donna, soprattutto quella della donna naturalmente".




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