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mercoledì, 29 giugno 2016

L'incontro con i lavoratori Eni: "Non crediamo più al governo"


GELA (CALTANISSETTA) - I parlamentari del M5s Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sono spuntati a sorpresa a Gela per incontrare i lavoratori dell'indotto del Petrolchimico Eni che da quattro giorni bloccano le vie di accesso alla città contro la chiusura della raffineria e per l'avvio dei lavori di riconversione produttiva biologica.

Provenienti da Vittoria, Di Maio e Di Battista, che erano accompagnati dal deputato regionale dello stesso movimento, Giancarlo Cancelleri, hanno voluto ascoltare le maestranze in lotta per farne proprie le rivendicazioni.

I dimostranti hanno detto che non credono più nelle promesse ricevute. Hanno poi denunciato il mancato rispetto degli accordi sottoscritti da governo ed Eni, hanno definito "vuoto" il protocollo d'intesa su Gela del novembre del 2014, malgrado gli annunciati investimenti dell'Eni per 2,2 miliardi.

Quindi hanno chiesto l'avvio immediato delle bonifiche industriali del territorio e gli ammortizzatori sociali in deroga o l'accesso ai fondi europei di adeguamento alla globalizzazione (Feg) a sostegno dei lavoratori in esubero, in attesa della costruzione della "green refinery".

Per il M5s è necessario che "il ministero si sostituisca a Eni nel processo delle bonifiche e istituzionalmente quantifichi il danno prodotto a Gela, i cittadini devono sapere di ciò di cui si parla. Vogliamo aumentare l'attenzione sulla vicenda - dicono Di Maio, Di Battista e Cancelleri -, basta poco per andare avanti, il ministero è socio di maggioranza dell'Eni, se vuole può intervenire; è dovere del governo salvaguardare la salute dei cittadini, a maggior ragione se parliamo di uno dei siti più inquinati d'Europa".

"Da sempre proponiamo il risanamento ambientale, chiediamo una soluzione ponte attraverso la concessione dei fondi Feg per poi passare alle bonifiche - aggiungono -. Per noi l'unico sviluppo per questo territorio è da ricercare nel turismo, nel settore della piccola pesca e nel settore agroalimentare. I governi succedutisi, invece, hanno sacrificato la salute dei cittadini sull'altare dello sviluppo industriale e continuano a farlo, cercando escamotage per lasciare fuori Eni dalle responsabilità sulle bonifiche. Non abbiamo abbandonato Gela, abbiamo soltanto sacrificato una poltrona perché abbiamo sempre proposto un programma che il sindaco Messinese non ha portato avanti, avrebbe dovuto rispettare il patto coi cittadini, non lo ha fatto e non si è neanche dimesso, ha solo usato il Movimento per raggiungere una posizione che non avrebbe mai potuto raggiungere diversamente".




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