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lunedý, 23 ottobre 2017

Maltrattamenti a minori disabili
chiusa comunitÓ alloggio a Licata

I giovani pazienti con deficit mentali venivano lasciati senza cibo e incatenati al letto: in manette un'assistente sociale, otto indagati

LICATA (AGRIGENTO) - Maltrattavano fisicamente e psicologicamente alcuni minori, inabili psichici, affidati, per la vigilanza, assistenza e sostegno psicologico, a una comunità alloggio di Licata (Ag) sottoposta a sequestro preventivo.

L'assistente sociale Caterina Federico, 32 anni, responsabile della gestione della struttura, è stata arrestata e posta ai domiciliari, per tre operatori, Angelo Federico, 29 anni, Domenico Savio Federico, 24 anni, e Giovanni Cammilleri, 25 anni, è scattato il divieto di dimora nella provincia di Agrigento e l'amministratore, Salvatore Lupo, 39 anni, di Favara (Ag), è stato interdetto dall'esercizio.

L'ordinanza cautelare è stata disposta dal gip del tribunale di Agrigento, Alessandra Vella su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Alessandro Macaluso. Nell'ambito dell'operazione, condotta dai carabinieri e denominata "Catene spezzate", sono complessivamente otto le persone iscritte nel registro degli indagati.

L'inchiesta della Procura di Agrigento, portata avanti dai carabinieri, ha permesso di accertare che "senza alcuno scrupolo per la condizione di fragilità psico-fisica dei minori con deficit mentali e degli altri ospiti disabili, si ricorreva sistematicamente all'inflizione di punizioni come il digiuno, il divieto di contatti telefonici con i familiari, la reclusione all'interno delle stanze da letto".

Un minore, addirittura, sarebbe stato legato, giorno e notte, con una catena di ferro alla struttura metallica del letto. Gli ospiti della comunità alloggio, sempre secondo gli investigatori, sarebbero stati tenuti in precarie condizioni igienico sanitarie e all'interno della struttura veniva utilizzata "acqua contaminata da batteri coliformi".




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