Facebook | Twitter | Mobile | RSS | Scrivi alla redazione
giovedì, 25 agosto 2016

"Mi piacerebbe conoscere il mandante delle lettere anonime all'antimafia"

Il vice sindaco Marco Consoli: "Non è che forse l'obiettivo era proprio quello di infangare la reputazione di alcuni avversari politici?"

CATANIA - La Procura etnea avrebbe aperto un fascicolo sulle ombre mafiose all'interno del Comune di Catania. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma appare scontato, come era ovvio dopo la trasmissione degli atti alla Procura dall’Antimafia dell’Ars.

Sul fronte politico non accenna a diminuire il tono dello scontro. Dopo le dichiarazioni del sindaco che due giorni fa ha chiesto alla "commissione nazionale Antimafia e alla magistratura inquirente di fare massima e piena luce", a intervenire con una lunga nota è stato il vicesindaco Marco Consoli. "Sono fiducioso nel fatto che la Commissione Nazionale Antimafia e la Procura Etnea saranno in grado, senza condizionamento alcuno, di dimostrare che non vi è stata e non vi è alcuna infiltrazione mafiosa in seno al Consiglio Comunale di Catania".

"In questi giorni mi ha procurato una profonda rabbia assistere al tentativo maldestro di colpire prima alla cieca e poi al cuore l'Istituzione Consiglio Comunale . Dubito che chi ha redatto quella lettera anonima sia stato attraversato da un senso profondo di giustizia e di legalità o dalla preoccupazione di infangare l'onore di persone estranee ai fatti contestati. Voglio pensare male, sapendo di non peccare! Non è che forse l'obiettivo era proprio quello di infangare la reputazione di alcuni avversari politici? Forse l'obiettivo era quello di arrivare allo scioglimento di un Consiglio non mafioso ma scomodo politicamente?".

"Non vi nascondo che mi piacerebbe tantissimo conoscere,non chi ha scritto la lettera ma il mandante! Sarà la Procura a ristabilire la verità . Non voglio e non posso però rimanere inerme innanzi al gioco perverso di chi vuol far cadere sotto i colpi dei " professionisti dell'antimafia" alcuni Consiglieri o loro congiunti, che in regolari processi non mediatici sono stati prosciolti da ogni accusa".

"Esprimo solidarietà al Consigliere Erika Marco che da oltre due anni e' vittima di un'azione persecutoria volta ad infangare il suo onore e quello della sua famiglia. Mi riferisco al continuo richiamo giornalistico di una delicata vicenda giudiziaria che la ha fatta soffrire tanto ma che alla fine ha visto ristabilire la verità con il proscioglimento del padre da ogni accusa".

"L'unica verità non contestabile è la profonda amicizia che la lega a Rosario Pantellaro, stimato funzionario della Catania Multiservizi. Rosario con la sua caparbietà ,con la sua voglia di riscatto e con tanti anni di duro lavoro, ha trovato la forza per affrancarsi da un ambiente difficile e tentatore. Lui è uno che ce l'ha fatta! Storia diversa quella del fratello di Rosario, lui non ha avuto all'inizio lo stesso coraggio e la stessa forza ma alla fine ha capito cosa era giusto fare. Oggi lui ha scelto di collaborare con la giustizia e di stare dalla parte dello Stato. Sono fiero di essere amico di Erika e di Saro".







Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.