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venerdì, 23 giugno 2017

Ars, stop fondi a Riscossione Sicilia
Crocetta ko: "La Sicilia a Equitalia"

Passa un emendamento del M5s votato da una decina di franchi tiratori. Società con 700 dipendenti a rischio fallimento, libri contabili in tribunale. Fiumefreddo: "Mascalzoni travestiti da uomini delle istituzioni"

PALERMO - Un terremoto si abbatte sulla riscossione dei tributi in Sicilia. Un emendamento del M5s, approvato questo pomeriggio con voto segreto dall'Assemblea regionale che ha mandato sotto governo e maggioranza, rischia di provocare il fallimento di Riscossione Sicilia, la società di gestione della raccolta dei tributi, controllata al 99,885% dalla Regione, mentre lo 0,115% è in mano a Equitalia.

I 5stelle sono riusciti a far passare l'emendamento, con l'avallo di una decina di franchi tiratori (36 voti favorevoli, 33 contrari), che cancella una norma, inserita nelle variazioni di bilancio, che assegnava 2 milioni e mezzo di euro per ricapitalizzare la società che ha a libro paga oltre 700 dipendenti.

Dura la reazione del presidente della Regione, Rosario Crocetta, assente in aula al momento della votazione: "È un atto gravissimo in una fase in cui Riscossione Sicilia è impegnata nella lotta all'evasione" e perché adesso la società "sarà costretta a portare i libri contabili in Tribunale" con la gestione che "così passerà a Equitalia, quello che questo Parlamento non vorrebbe".

A rischio, accusa il governatore che sta tentando di trovare una soluzione, ci sono "centinaia di lavoratori che saranno licenziati".

"È un voto allucinante - tuona - frutto della logica dell'opposizione per l'opposizione. Qualsiasi Regione vorrebbe avere una società come la nostra e invece con questo voto si consegna la Sicilia a Equitalia".

Toni ancora più pesanti quelli del presidente di Riscossione, l'avvocato Antonio Fiumefreddo. "Convocherò il Cda immediatamente e porterò i libri in tribunale, nel contempo chiedendo un incontro al procuratore di Palermo". E accusa: "Siamo fuori dal recinto della politica e ci troviamo in ben altro ambiente. Solo la magistratura può salvarci dai mascalzoni travestiti da uomini delle istituzioni. Del resto parlerò con i magistrati".

Per Fiumefreddo "si vuole eliminare l'unica partecipata che in questo 2015 ha fatto registrare un +23% delle entrate, si vuole colpire la società che per la prima volta ha perseguito i grandi evasori, sequestrando beni mobili ed immobili per milioni di euro, si vuole punire la società che ha firmato i protocolli con gli uffici giudiziari per perseguire i capitali illeciti e mafiosi".

E "non mi meraviglierei se tra i pirati, che si sono nascosti dietro il voto segreto, ci siano parte dei 61 parlamentari ai quali per la prima volta nella storia abbiamo notificato i pignoramenti delle loro laute indennità". Il M5s e alcuni deputati del centrodestra in aula hanno motivato la scelta di opporsi alla ricapitalizzazione perché la società, nonostante diversi solleciti del governo Crocetta e della commissione Bilancio, non ha mai presentato un piano industriale




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