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sabato, 18 novembre 2017

Pubblicato: 17/12/2015

Lampedusa: Cristoforetti tra i migranti

Conclusa la visita dell'ambasciatrice Unicef che ha voluto visitare l'isola e il centro di accoglienza. Alcuni ospiti della struttura in sit-in contro l'obbligo delle impronte digitali

PALERMO - Si è conclusa alle dodici di oggi la visita dell'ambasciatrice Unicef Samantha Cristoforetti a Lampedusa. L'astronauta dell'Esa ha voluto visitare l'isola e il suo centro di accoglienza insieme al direttore generale di Unicef Italia Paolo Rozera per "avere un' idea chiara e reale del tema migratorio con naturale attenzione ai bambini".

La delegazione Unicef ha visitato il Molo Favarolo e i guardacoste della settima squadriglia Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Un momento di confronto con il personale di bordo e le criticità affrontate durante i soccorsi in mare.

Successivamente è stata la volta del centro di primo soccorso e accoglienza di contrada Imbriacola, dove "astroSamantha" ha conversato a lungo con alcuni giovani migranti ospiti della struttura. Si è svolta nel frattempo la pacifica protesta di un centinaio di migranti davanti il Municipio dell'isola.

Seduti in strada hanno attuato un sit-in silenzioso con l'intenzione di richiamare l'attenzione dell'amministrazione comunale. I motivi della protesta riguardano principalmente la volontà di non rilasciare le impronte digitali.

La sindaca Nicolini, fuori sede per impegni istituzionali, ha seguito telefonicamente la manifestazione dei migranti e la visita di Samantha Cristoforetti. Nicolini ha comunicato al resto della Giunta che si sta adoperando per un incontro con il Ministero dell'Interno e le organizzazioni umanitarie che operano nel Cpsa al fine di capire cosa impedisce la facilitazione e accelerazione del ricollocamento dei profughi.

"È fuor di dubbio che Lampedusa non può essere usata come prigione - dice la sindaca - perché la prigionia rappresenta una violazione dei diritti umani nei confronti di persone che hanno attraversato il mare e l'inferno per la loro libertà".




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