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venerdì, 29 luglio 2016

Tsunami, siccità, alluvioni: gli effetti sulla Terra


Aprire i rubinetti e veder scendere solo un filo d'acqua. Desiderare una zuppa di cereali e doverla pagare a peso d'oro. Fare immersione in paradisi esotici e trovare coralli senza più colore. Le montagne, invece, senza più neve. Bastano solo due gradi in più di temperatura del Pianeta per dover cambiare anche alcune nostre abitudini. Certo, entro il 2100, e molti di noi non ci saranno più ma sarà la sorte di chi verrà dopo di noi.

Gli effetti dei cambiamenti climatici hanno già colpito negli ultimi anni, con tsunami, siccità, alluvioni. Quest'anno siamo ad un grado in più della temperatura media globale e sarà l'anno più caldo di sempre. Per alcuni scienziati siamo già in ritardo. Intervenire potrebbe non bastare perché già proiettati verso un aumento di quasi tre gradi. Se anche riuscissimo a contenere l'aumento della cosiddetta "febbre del Pianeta" entro i due gradi, i ghiacciai dell'Artico potrebbero collassare e orsi, balene, pinguini, trichechi, leopardo delle nevi potrebbero sparire, un terzo dei 26mila esemplari che oggi resistono.

Per trovare ancora certe isole dei Caraibi e del Pacifico su Google map la temperatura del mondo non deve aumentare oltre un grado e mezzo. Altrimenti potremmo ingrandire al massimo la cartina e non trovarle mai più. C'è eccome differenza in questo mezzo grado sul termometro del Pianeta.

I ghiacci nell'Artico potrebbero dimezzarsi alzando anche di mezzo metro i mari che inonderebbero città costiere dagli Stati Uniti al Giappone all'Italia stessa. Ma altre zone del mondo, dall'Africa all'Asia, soffrirebbero di ondate di caldo prolungate e siccità, con bacini idrici a secco (anche nel Mediterraneo), senza acqua potabile né raccolti. Grano, riso, mais e soia si ridurrebbero sensibilmente, con un calo tanto più accentuato quanto più sale la febbre del Pianeta. Un miliardo e mezzo di persone costrette alla fame, a rischio di epidemie, dovrebbero migrare altrove. Secondo il team internazionale di esperti del Climate Analytics, sopra il grado e mezzo gli impatti devastanti del clima si impennano, soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali.

Tra 1,5 e 2 gradi, dicono, c'è il passaggio "da eventi che sono al limite dell'attuale variabilità naturale a un nuovo regime climatico". Le conseguenze peggiori ricadrebbero sulle regioni tropicali come Africa occidentale, sudest asiatico e America meridionale. Con un mondo più caldo di tre gradi naturalmente gli effetti si amplificherebbero, 4,5 miliardi di persone sarebbero travolte da ondate di calore, 60 milioni da alluvioni, mentre 1,75 miliardi subirebbero stress idrici. Non sarebbe l'apocalisse, ma per alcune zone del Pianeta sarebbe molto simile.




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