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mercoledì, 23 agosto 2017

Micciché spumeggiante all'Ars
"Se il Cav vuole me, siamo alla frutta"

Il neo commissario di Forza Italia in Sicilia: "Nel 2012 non fui io a spaccare il centrodestra, ma Alfano e Castiglione. M5s e Isis nascono dove non funziona nulla"

PALERMO - Il neo commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, sta avendo i primi colloqui con i parlamentari. "Ho trovato un partito con qualche problemino, troppe correnti e poche linee guida. Sto cercando di incontrare tutti e di parlare con tutti, in pochi giorni penso di farmi un'idea di come procedere per ritrovare l'unità".

"Penso che ci sia molto da fare", ha aggiunto. E sulle sue ambizioni, Micciché è stato netto: "Avevo lasciato la politica, poi mi ha chiamato il presidente Berlusconi ed eccomi qui. Sicuramente però non mi candiderò a nulla, le mie figlie mi hanno proibito di diventare di nuovo deputato. Tornerò in campagna".

Parole di fuoco per gli ex compagni di partito transitati in Ncd. "Il Nuovo centrodestra cambi nome oppure lo denunceremo per furto ideologico. Devo capire cosa è oggi il Movimento per l'Autonomia e quanto possono crescere movimenti come quelli di Nello Musumeci con cui ho già parlato - dice Micciché - Poi devo verificare la presenza in Sicilia di Salvini e la crescita di Fratelli d'Italia. Vedremo, io certamente voglio vincere il triplete: nazionali, regionali e comunali a Palermo".

Alcuni parlamentari, tra questi il deputato Basilio Catanoso, hanno sottolineato come la sua candidatura alla poltrona di presidente della Regione, nel 2012, spaccò il centrodestra facendo vincere per pochi migliaiai di voti Crocetta e il centrosinistra.

"Non mi sento responsabile della vittoria di Crocetta in Sicilia. Voglio chiarire una volta e per tutte la questione - afferma - Ero stato chiamato a fare il candidato alla presidenza della Regione, ma ho capito che non era il momento giusto e ho deciso io stesso di tirarmi indietro. Io e Raffaele Lombardo andammo da Nello Musumeci, gli proponemmo un operazione politica che avrebbe fatto molto bene alla Sicilia e che ancora oggi ritengo validissima: mettere insieme i movimenti autonomisti e sicilianisti Mpa, Grande sud, Alleanza siciliana di Musumeci per offrire un candidato alla presidenza della Regione al Pdl. Berlusconi fu entusiasta di questo progetto, ma Angelino Alfano e Giuseppe Castiglione si scagliarono contro, fecero l'inferno e buttarono fuori a me e Lombardo, lasciandoci soli. A quel punto non avevo scelta, sono stato costretto a candidarmi, non potevo fare altrimenti ma la responsabilità va attribuita a coloro che allora erano i leader del partito, cioè Alfano e Castiglione. Io ho dovuto solo spendere quattrini inutilmente per cercare di arrivare terzo e sono arrivato quarto".

"Oggi non c'è più Grande Sud - aggiunge - il Mpa non so che fine abbia fatto, ma credo fortemente nella rinascita dei movimenti autonomisti, che faranno un grande ritorno, ne sono convinto. In questo decennio è cresciuta poco la classe dirigente. Il mio compito è quello di formarla. È quello che ho fatto nel periodo del 61 a zero", conclude.

"Se uno si sveglia dopo dieci anni di coma vedendo me, Leoluca Orlando ed Enzo Bianco, che considero i sindaci migliori, penserebbe di essere mancato solo per un'ora. Evidentemente se ci sono le stesse persone, significa che non c'è stato un cambio di classe dirigente. Sono andato via dalla politica pensando di avere creato una classe dirigente, belli o brutti: Angelino Alfano, Simona Vicari, Francesco Cascio, Titti Bufardeci, Innocenzo Leontini erano persone che avevano avuto ruolo importante - ha detto Micciché - Evidentemente se si sono persi pure loro o comunque le condizioni sono state tali che l'ultima classe dirigente non è riuscita a sopportare questo momento difficile. Oggi se Berlusconi ha chiamato me, significa che siamo alla frutta".

Miccichè non è tenero nei confronti del M5s, partito derubricato a movimento di protesta. "I motivi per cui iniziano i movimenti di rivolta è perché non funziona nulla, e questo è un mondo oggettivamente non governato: c'è un M5S che è il legittimo risultato della protesta in un contesto in cui non funziona niente, è il motivo per cui ci può essere l'Isis laddove non funzionano governi e diplomazia: non sto paragonando il M5S, un movimento libero e pacifista, con questi criminali".




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