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sabato, 27 agosto 2016

Pubblicato: 16/11/2015

"Interrogata? Meglio rapita"

Indagine skuola.net: la paura di essere colti impreparati alimenta all'inverosimile le scuse degli studenti

ROMA - L'ultimo caso riguarda una ragazzina di 11 anni, nel Torinese, che si è inventata un tentativo di sequestro. Una bugia che naturalmente sulle prime ha creato sconcerto tra genitori e insegnanti, ma che è stata subito smascherata. Con tanto di confessione: la ragazzina, in realtà, temeva soltanto di essere interrogata. Ma di casi così ce ne sarebbero molti, assicura skuola.net. Della serie: "Interrogata? Allora meglio rapita".

Effettivamente l'immaginazione di chi non ha voglia di studiare è piuttosto ampia, visto che - ricostruisce skuola.net - la ragazzina del Torinese si sarebbe "prima informata bene, poi, avendo letto sul web di una coetanea che, con il suo stesso scopo, si è inventata di essere stata avvicinata da un maniaco, ha pensato di fare la stessa cosa. Peccato che ora si trovi una bella segnalazione alla Procura dei Minori".

Ma la paura di essere interrogati o di non essere pronti per un compito in classe alimenta all'inverosimile il numero delle scuse. "Purtroppo non è nemmeno la prima volta che la paura di essere interrogati ha portato gli studenti a fare cose estreme e, in alcuni casi, persino pericolose", ricorda ancora Skuola.net.

"Per esempio lo scorso febbraio a Collegno 8 ragazzi e una bidella sono stati portati in ospedale dopo che una studentessa ha spruzzato lo spray al peperoncino in classe. Nemmeno un anno fa, invece la stessa cosa è accaduta in una scuola di Brescia".

Ma c'è anche dell'altro: "A Napoli alcuni studenti ci sono andati giù pesantemente per far chiudere la scuola. È bastata una buona dose di creolina a far lanciare l'allarme rosso al Giordani e all'alberghiero Tognazzi-De Cillis nel dicembre 2014. Allarme, perché la creolina è un disinfettante che può persino avvelenare con il solo odore".

Tra i mille modi per non essere interrogati, ricorda ancora il portale, ci sono anche i finti svenimenti per saltare il confronto con i professori, come è accaduto a Sassuolo (Modena) sempre nel 2014. "La moda del 'flash indiano' che consiste proprio nel perdere i sensi con tutte le intenzioni - fa sapere ancora skuola.net - quella volta ha mandato in ospedale un ragazzo che si è provocato lo svenimento durante la ricreazione. Invece, con lo scopo di saltare la lezione, un altro ragazzo ha rischiato la morte lo scorso febbraio bevendo acqua e candeggina".




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