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sabato, 10 dicembre 2016

Renzi: "Italia unita contro il terrore"


ROMA - L'Italia sia unita contro il terrore e guardi alla lotta contro l'Isis nella consapevolezza che la "libertà è più forte della barbarie". All'indomani degli attacchi di Parigi un premier Matteo Renzi "addolorato" cerca, sin dalle prime ore del mattino, di dare una linea chiara al governo e alla politica italiana percorrendo il filo rosso dell'appello alla "responsabilità" e convocando, nel pomeriggio, i capigruppo di maggioranza e opposizione per cercare un punto di caduta comune che, tuttavia, sembra tutt'altro che vicino con una Lega in trincea, che chiede, senza mezzi termini, una "guerra" in Siria e Iraq.

"Questa è una guerra, serve un intervento militare internazionale subito in Siria ed in Libia", incalza già in mattinata Matteo Salvini che poi attacca: "Renzi, Alfano, sveglia? O sarete complici". Parole dai toni molto lontani da quelli usati dal capo del governo che, dopo una riunione con i vertici dell'intelligence e prima di partecipare al Comitato di ordine e sicurezza al Viminale, decide di parlare alla nazione.

"Hanno colpito, ma colpendo la Francia hanno colpito l'umanità intera", sono le prime parole di Renzi, secondo il quale i terroristi "attaccano il nostro modo di vivere" ma "so - è la sfida del premier - che non vinceranno. Il coraggio è più forte della paura". Concetti ai quali vanno affiancati "l'apprensione e il forte dolore" del presidente Sergio Mattarella e sui quali Renzi torna nel pomeriggio, quando - dopo aver avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Hollande - nella riunione con i capigruppo (presenti anche i ministri Alfano, Gentiloni, Pinotti, il sottosegretario con delega ai servizi Minniti e il capo del Dis Massolo) assicura che, in Italia non ci sono "minacce circostanziate" e, in vista di una sfida "che durerà anni", fa un netto richiamo "alla responsabilità di tutti i partiti".

L'opinione pubblica, insiste il premier "è scossa e deve sentire l'Italia unita". È una riunione dal tenore soprattutto politico quella tra il premier e i capigruppo, mentre lunedì il governo - e Renzi si è detto disponibile - riferirà in Parlamento, certamente alla Camera dei deputati. Nel frattempo, l'esecutivo si muove contro il grande 'spettrò dell'Isis apprestandosi probabilmente ad aumentare i fondi sulla sicurezza con un intervento magari già in legge di stabilità. Mentre una parte dei fondi dovrebbe arrivare anche dai 200 milioni stanziati per il Giubileo.

L'aumento dei fondi sulla sicurezza è, tra l'altro, una delle priorità chieste oggi a Palazzo Chigi dal M5S e da FI nel corso di una "riunione propositiva", rimarca il capogruppo Pd Ettore Rosato, che sull'ipotesi di un eventuale partecipazione italiana ad una coalizione anti-Isis, si limita ad affermare: "una coalizione internazionale c'è già". Ma ad invocare l'intervento militare sono FI e Lega. "Sono mesi che Putin lo chiede: l'Ue deve sollecitare una coalizione composta da Russia, Usa e Cina per un intervento militare sotto l'egida dell'Onu", sottolinea Silvio Berlusconi definendo "incompetenti" gli attuali leader occidentali e tacciando l'Ue come "un nulla politico".

FI, rimarcano i capigruppo Brunetta e Romani, assicurano una "coesione nazionale, ma serve un cambio della politica estera italiana". Una coesione che, la Lega, invece non sembra disposta a fornire. "Renzi ci ha deluso, è un perditempo", attacca Gian Marco Centinaio lamentando come dal premier non sia arrivata nessuna indicazione concreta e ribadendo la linea del Carroccio: stop agli sbarchi, espulsione, intervento militare. Una linea ben diversa da quella del Pd e di Ap, che, anche con Sel, invitano a non cedere a speculazioni politiche e da quella della presidente Laura Boldrini. Più che un intervento militare servono "strumenti alternativi", spiega, ribadendo quello che forse appare come l'unico sentimento davvero condiviso da maggioranza e opposizione: "Non riusciranno a farci cadere nella loro trappola"




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