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mercoledì, 25 maggio 2016

Pubblicato: 14/11/2015

Terrore e sangue a Parigi.

Sei attentati in 33 minuti: i terroristi nel cuore della città, 129 morti e 352 feriti di cui 99 in gravissime condizioni. Gridavano "Allah è grande". Alzati i livelli di sicurezza in Italia, il messaggio della Farnesina: "Evitate spostamenti". Il papa: "Non è umano". Potenziati i controlli pure a Catania. Crocetta: "Ho pianto"

PARIGI - Il terrore assedia Parigi, colpisce sei volte in 33 minuti lasciando a terra almeno 129 morti fra chi stava bevendo una birra, ragazzi che ballavano al ritmo di una band di metal rock, passanti attorno a uno stadio di calcio. Un attacco di terroristi kamikaze, senza precedenti in Francia, e un bilancio destinato ad aumentare visti i 352 feriti di cui 99 molto gravi.

Sette terroristi sono morti, sei sono riusciti ad azionare la loro cintura esplosiva e a farsi saltare come sognano i "martiri" della jihad, gridando "Allah è grande", uno - all'interno del teatro della carneficina, il 'Bataclan' - non ha fatto a tempo ed è stato eliminato dalle teste di cuoio.

In serata resta aperta ad ogni ipotesi il fronte delle indagini su eventuali terroristi sopravvissuti che - come avvenne il 7, 8 e 9 gennaio dopo la strage a Charlie Hebdo - potrebbero tornare a colpire nelle prossime ore. Il procuratore Francois Molins, lo stesso di gennaio e degli ultimi anni insanguinati dal terrorismo in Francia, ha spiegato che in azione a Parigi e Saint-Denis (dove sorge lo Stade de France e dove si stava giocando l'amichevole Francia-Germania) c'erano "tre squadre", tre commando.

Un'auto, una Seat nera 'Leon', ne ha portati alcuni davanti a quattro ristoranti. Davanti a ognuno dei locali, dove in pieno venerdì sera (erano circa le 21.30) c'erano moltissime persone a mangiare o semplicemente a bere un bicchiere, sono scesi e hanno fatto fuoco. "Tutti erano equipaggiati con fucili kalashnikov", ha precisato Molins. A dare il via all'impressionante sequenza di azioni omicide è stato alle 21.20 un kamikaze che si è fatto esplodere nella strada che corre lungo lo Stade de France, dove a inizio estate si dovrebbero giocare diverse partite degli Europei 2016, fra cui la finale. Era la 'rue Rimet', intitolata all'ideatore dei mondiali di calcio, e il kamikaze si è fatto saltare all'altezza della porta B. Un'esplosione impressionante, rafforzata da perossido di idrogeno con chiodi e bulloni - tutti i kamikaze avevano lo stesso tipo di esplosivo - che ha ucciso all'istante il killer suicida e un malcapitato passante. Ma il piano era, se possibile, peggiore.

L'attentatore - scrive il Wall Street Journal - aveva infatti un biglietto d'ingresso, ma è stato fermato ai cancelli dello stadio dopo che gli addetti ai controlli hanno scoperto che indossava dell'esplosivo. Allora si è fatto esplodere mentre tentava la fuga. All'interno dello stadio, tutti hanno capito che non si trattava dei soliti petardi dei tifosi. Ma la partita - a parte il presidente Francois Hollande immediatamente prelevato in tribuna d'onore e riportato all'Eliseo - andava avanti. Pochi minuti dopo esordivano i commando 'pariginì: la Seat nera della morte si ferma davanti a due ristoranti del XII arrondissement, i killer scendono e sparano all'impazzata contro i ristoranti Carillon e Petit Cambodge, uccidendo 15 persone e ferendone gravemente altre 10. Un minuto dopo, seconda esplosione allo stadio, porta H, muore il kamikaze.

Poi, 5 morti alla Bonne Biere, seconda tappa della Seat nera. Pochi minuti e altri 19 innocenti muoiono alla Bonne Biere, terza tappa del tour del terrore. Poi in un locale di boulevard Voltaire, lo stesso del Bataclan, un terrorista si siede al tavolo, ordina da bere e si fa saltare. Si salva, miracolosamente, la cameriera che aveva raccolto l'ordinazione.

Intanto, un commando di 4 terroristi sbarca da una seconda auto, una Polo nera, davanti al Bataclan dove si esibisce il gruppo californiano Eagles of Death Metal, che suona da mezz'ora, minaccia i vigili, fa irruzione nel locale e spara all'impazzata sulla folla. Che all'inizio pensa a effetti speciali. Dura tre ore la presa di ostaggi, con scene di terrore e disperazione e - alla fine - 89 morti. Chi è uscito questa mattina presto nelle strade di Parigi ha avuto un'unica, condivisa impressione: quella di un silenzio spettrale, assurdo per la rumorosa capitale. Un silenzio solo ogni tanto interrotto dalle sirene di polizia e ambulanze. Un falso allarme a metà giornata, petardi esplosi in una festa di matrimonio, poi voci di un inseguimento a un'auto nera con quattro uomini armati a bordo, senza seguito.

L'indagine vera consente di identificare uno dei terroristi del Bataclan attraverso le impronte digitali di un dito sezionato. Era un francese trentenne, schedato, pregiudicato, noto come molto vicino agli islamici radicali. Poi due passaporti accanto ai kamikaze dello stadio, uno egiziano, l'altro siriano. Quest'ultimo sarebbe entrato in Europa dall'isola greca di Lero e registrato come rifugiato.

Una notizia destinata ad alimentare ancor più le polemiche sulla gestione dei migranti. In serata, le notizie sulle indagini arrivano dal Belgio: la Polo nera aveva targa belga ed era stata noleggiata da un francese residente in Belgio. Quest'ultimo, insieme ad altri due uomini, è stato arrestato a Bruxelles. Uno di loro, per ora si tratta di una delle poche certezze, ieri sera si trovava a Parigi

IL PAPA: "UN ATTACCO ALL'UMANITA'". Gli Stati Uniti restano "vigili", anche se - rassicura l'amministrazione Obama - "non c'è alcuna specifica o credibile minaccia di un attacco sul suolo americano sul tipo di quello accaduto a Parigi". Il presidente ha telefonato questa mattina al suo omologo francese, François Hollande, ribadendo che i due Paesi "continueranno a lavorare insieme e con altri Paesi nel mondo per sconfiggere il flagello del terrorismo".

A Tv2000 il commento del papa durante una telefonata: "Non ci sono giustificazioni per queste cose. Questo non è umano. Per questo sono vicino a tutta la Francia e le voglio tanto bene".

Gesti e parole di solidarietà nei confronti di Parigi sono giunti da ogni parte del mondo, dove molti monumenti o impianti sportivi sono stati illuminati dal rosso, bianco e blu della bandiera francese. Spenta per lutto la Tour Eiffel.

"GLI ITALIANI EVITINO GLI SPOSTAMENTI". "Si invitano i connazionali ad attenersi alle indicazioni delle Autorità locali e ad evitare ogni spostamento". Questo l'ultimo annuncio pubblicato sul sito Viaggiaresicuri dell'unità di crisi della Farnesina. Circa 50 passeggeri del volo Palermo Parigi della Ryanair delle 10.40 hanno deciso di non partire dopo le stragi della notte scorsa.

ALZATI I LIVELLI DI SICUREZZA. Allarme anche in Italia, dove sono stati innalzati i livelli di sicurezza. Convocato un vertice al Viminale. Lo stato di allerta è scattato su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione su Roma e Milano. Le misure di sicurezza sono state innalzate ai massimi livelli. le autorità italiane sono in costante contatto con quelle francesi e i servizi d'intelligence alleati.

Vigilanza massima su porti, aeroporti e stazioni, sedi diplomatiche, luoghi di culto, monumenti e musei, centri commerciali e luoghi di aggregazione, scuole e università di diversi paesi.

LE REAZIONI IN SICILIA: "SIAMO IN GUERRA". Reazioni anche in Sicilia. A Catania il sindaco Enzo Bianco ha proclamato il lutto cittadino per lunedì prossimo. "Invito i sindaci di tutt'Italia - ha detto Bianco, che è anche presidente del Consiglio nazionale dell'Anci - a fare lo stesso, perché mai come in questo momento occorre essere uniti e solidali. Da oggi e per qualche giorno aggiungeremo inoltre anche quella francese alle bandiere esposte in municipio".

Un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza è stato convocato dal prefetto di Catania, Maria Guia Federico, sul drammatico attacco terroristico di ieri a Parigi. La notte scorsa nel capoluogo etneo sono scattati i sistemi allerta con il potenziamento dei servizi di sicurezza. Il questore ha disposto la presenza di un funzionario in sala operativa e sono stati sorvegliati i controlli nelle zone potenzialmente sensibili. In particolare nel settore dei trasporti: aeroporto, porto e stazioni. Controlli potenziati in strada e investigativi da parte di carabinieri e guardia di finanza.

"Chiedo al governo di monitorare con attenzione la situazione siciliana - dice il presidente della commissione Antimafia dell'Ars, Nello Musumeci -, inviando forze aggiuntive e monitorando le presenze nei centri immigrati. Vanno velocizzate le operazioni di richiesta d'asilo: chi non ha titolo deve lasciare il nostro Paese. Guai a fare l'equivalenza immigrato uguale terrorista o islamico uguale terrorista, ma dobbiamo controllare tutti senza cadere nella propaganda buonista. Siamo in guerra. Lo eravamo già, ma da ieri se ne sono accorti tutti".

"Ieri sera ho pianto quando ho visto quelle scene. È chiaro che di fronte ad atti così crudeli abbiamo il dovere di difendere la sicurezza dei cittadini. Siamo aperti all'accoglienza, ma nei confronti dei violenti bisogna dimostrare severità e durezza". ha detto il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. "Credo - ha aggiunto Crocetta - che qualcosa di profondo sia cambiato. Così come dopo l'11 settembre è cambiato qualcosa. L'Occidente rifletta anche sugli errori militari che ha fatto in Medio Oriente e che hanno scatenato questa situazione. Vengo da Tunisi dove stiamo lavorando a un accordo di cooperazione economica approfittando del nostro statuto speciale. Entro il mese chiuderemo alcuni contratti di imprenditori siciliani con il Qatar. Abbiamo possibilità enormi in Libia, ma la situazione di instabilità la paga tutta la Sicilia".




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